I. Culcasi, Il Virtual Service-Learning, in «Tuttoscuola» 603 (2020), pp. 34-38. Il Virtual Service-Learning Irene Culcasi, Università LUMSA Scenario educativo in tempi di pandemia In questo periodo di lockdown globale il mondo della formazione ha visto docenti di ogni ordine e grado ripensare le proprie modalità di insegnamento con tempi e stimoli diversi, immergendosi completamente, seppur con non poche difficoltà, nell’ormai familiare didattica a distanza (DAD). Se già da molti anni si parlava della fine della scuola dell’istruzione – ma nelle pratiche di tutti i giorni si continuava a vivere la formazione in modo tradizionale – oggi è diventato evidente a tutti che cambiare è necessario, e certamente possibile. Ma quali sono le sfide più urgenti per un docente che si trova ad insegnare in tempo di pandemia? Due sono le principali aree: quella dell’apprendimento e quella della socialità. In riferimento alla prima area, il docente è sfidato da un lato a trovare strumenti online di supporto alla didattica (come ad esempio le piattaforme di supporto) e dall’altro ad individuare i metodi più efficaci per la formazione a distanza. Le necessità educative a cui dobbiamo rispondere non coinvolgono però solo la sfera dell’apprendimento ma anche quella della socialità e, in particolare, il bisogno di comunità, di essere insieme, in un momento in cui non possiamo farlo concretamente. In qualche modo è come se il venire meno della condivisione spazio-temporale tra docente e studente – che da sempre ha rappresentato un riferimento costante dell’educazione – mettesse in crisi non solo gli “spazi” educativi, intesi anche come luoghi di socializzazione, ma anche i processi educativi e gli scenari stessi della formazione. È forse arrivato il momento di cogliere questa come un’opportunità per innovare schemi educativi ormai consumati. Dallo scenario al caso concreto: perché non basta chiedersi quale piattaforma adottare? Il rapporto tra tecnologie comunicative ed educazione si è fatto più intenso e profondo: la didattica a distanza si rende possibile grazie alla stretta interazione tra tecnologie e metodologie. Volendo immaginare graficamente i passaggi che consentono di realizzare la DAD potremmo vederlo come segue: Adattato da Dott.ssa Tiziana Anna Finocchiaro – eniscuola.net Come primo passaggio è necessaria un’analisi dell’attrezzatura di cui dispongono docenti e famiglie. In secondo luogo, in accordo con il proprio istituto formativo, si opta per una piattaforma online a supporto della didattica. Ma il punto centrale rimane la capacità del docente di sfruttare le tecnologie a disposizione. Qui si apre un importante passaggio che è quello della formazione: il docente, essendo più o meno esperto nell’uso delle tecnologie digitali, si formerà o attraverso percorsi formali o attraverso prove ed errori inerenti a specifici problemi che si trova ad affrontare.