Al confne Sette luoghi di transito in Tirolo, Alto Adige e Trentino Al confne Sette luoghi di transito in Tirolo, Alto Adige e Trentino Negli ultimi anni gli studi sui confni hanno cono- sciuto un successo straordinario. Ciò è avvenuto in coincidenza con dinamiche complesse e per certi versi contraddittorie: da una parte l’Europa ha parzialmente svuotato di signifcato quei confni intorno ai quali si erano sviluppati i drammi del ventesimo secolo, dall’altra ha rafforzato le barrie- re ve-rso lo spazio extraeuropeo e ha conosciuto fenomeni di riscoperta delle «piccole patrie» e di esasperazione delle identità regionali e locali. Studiare i confni signifca accostarsi a questi processi, tanto complessi e apparentemente contraddittori, quanto affascinanti. Ma studiare i confni signifca anche confrontarsi con un ambito di ricerca che, più di altri, richiede un particolare sforzo d’interdisciplinarità. Questo libro nasce proprio dall’esigenza di moltiplicare e incrociare le forme di lettura: antropologi e storici di Tirolo, Alto Adige e Trentino si sono trovati d’accordo nel ritenere che solo attraverso il «doppio sguardo» delle due discipline si sarebbero colti il signifcato e l’evoluzione dei confni in ambito regionale, utilizzando le piccole ma signifcative località di confne come laboratorio in cui misu- rare le conseguenze delle grandi cesure storiche e delle profonde trasformazioni sociali che hanno interessato l’Europa. Oggetto dei saggi sono i confni nazionali di Bren- nero, Resia, Prato alla Drava/Arnbach, ma anche un ex confne nazionale come Ala, «retrocesso» alla fne della prima guerra mondiale a semplice frontiera regionale, un confne provinciale avente un profondo valore identitario come Salorno e due speciali luoghi di confne contrassegnati dalla presenza di collegamenti stradali a mezzo di tunnel, ovvero la galleria stradale che congiunge Proves e l’alta valle di Non tedescofona alla val d’Ultimo e la strada dei Tauri, che collega il Tirolo orientale a quello settentrionale attraverso il territorio dell’Austria interna. La stessa varietà tipologica dei luoghi di frontiera analizzati ci aiuta a cogliere le sfaccettature e le potenzialità di una ricerca interdisciplinare sui confni come quella che qui si presenta. Parlare di confni può signifcare molte cose: ricostruire l’evolvere delle linee di demarcazione che separano le diverse entità politico-amministrative (Stati, regioni, province, altri enti territoriali, distretti giudiziari, ecc.) ma anche comprendere fno a che punto tali linee siano capaci di plasmare identità, agire sulla vita quotidiana delle popolazioni che vi si affacciano, modifcarne comportamenti, quadri mentali, giudizi e pregiudizi e poi indagarne il valore simbolico, emozionale, il loro divenire spesso palcoscenico di riti a cavallo tra politica e religione. ISBN 978-88-7283-419-0 Euro [D/A] 26,90; [I] 24,90 A cura di: Andrea Di Michele Emanuela Renzetti Ingo Schneider Siglinde Clementi Di Michele Renzetti Schneider Clementi Andrea Di Michele, nato a Bolzano nel 1968, lavora presso l’Archivio provinciale di Bolzano ed è docente a contratto di Storia contemporanea presso la Facoltà di Sociolo- gia dell’Università di Trento. Si è laureato in storia presso l’Università di Bologna e ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università di Torino. Ha pub- blicato numerosi studi di storia regionale e nazionale, tra cui: Storia dell’Italia repubblicana 1948-2008, Milano, Garzanti, 2008; L’italianizzazione imperfetta. L’amministrazione pubblica dell’Alto Adige tra Italia liberale e fascismo, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2003 (trad. tedesca: Die unvollkommene Italianisierung. Politik und Verwaltung in Südtirol 1918–1943, Innsbruck, Universitätsverlag Wagner, 2008). Emanuela Renzetti è stata, dal 1982 al 2010, docente di Antro- pologia culturale e di Storia delle tradizioni popolari presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento e dal 2004 al 2011 Presidente del Museo degli Usi e Costumi della Gente trentina di San Michele all’Adige. Si è occupata attivamente di antropologia del territorio alpino e i suoi interessi di ricerca si sono incentrati sulla dialettica tra cultura dominante e cultura subalterna. Mantenendo questo stesso orientamento tematico ha attualmente spostato il proprio campo di studio nelle Marche. Ingo Schneider , nato nel 1958, ha studiato etnologia, storia dell’arte e giornalismo, nel 2001 ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento universitario e dal 2011 è docente di Antro- pologia presso l’Istituto di storia e antropologia dell’Università di Innsbruck. È presidente dell’Österreichischer Fachverband für Volkskunde, dal 2006 al 2011 è stato direttore dell’area di ricerca Schnittstelle Kultur. Attuali ambiti di ricerca: teoria della tradizione culturale, ricerca narrativa internazionale, musica popolare. Siglinde Clementi, nata nel 1967, lavora come storica a Bolzano. È direttrice responsabile del Gruppo di ricerca «Storia e re- gione/Geschichte und Region» e redattrice responsabile della rivista «Storia e regione/Geschichte und Region». Partecipa a molteplici progetti di storia regionale e insegna a contratto all’Università di Innsbruck. Ambiti di ricerca: storia delle donne e di genere, storia della medicina e del corpo nella prima età moderna, storia regionale. ,, ,, Luoghi di transito tra storia e antropologia