Il panorama linguistico di Rijeka (Fiume) e Pula/Pola Paola Bocale Introduzione Questo contributo vuole esaminare il panorama linguistico di due città croate: Rijeka (Fiume) e Pula/Pola. Tutti i segni fotografati in due strade con caratteristiche simili sono stati classificati in base alla lingua in cui sono scritti con l’obiettivo di indagare la vitalità d’uso delle diverse lingue che compongono il repertorio delle due città e di valutare se nel territorio bilingue della regione istro-quarnerina ci sia un’effettiva maggiore visibilità delle lingue minoritarie. Dopo una presentazione del framework teorico e dell’approccio metodologico della ricerca, si danno alcune informazioni sulle città oggetto dell’analisi e sul loro repertorio linguistico. Vengono poi presentati e discussi i risultati dell’indagine in relazione alla letteratura esplorata. Quadro teorico di riferimento Landry e Bourhis, considerati i fondatori degli studi sul panorama linguistico, lo definiscono come la lingua utilizzata nella segnaletica stradale, nei cartelloni pubblicitari, nelle insegne di esercizi commerciali, nella toponomastica e sulle targhe di istituzioni ed edifici pubblici. Si tratta di tutti gli usi linguistici percepibili visivamente in uno spazio pubblico (Landry, Bouris 1997: 25). Gorter (2013) propone di allargare la sfera di indagine ai nuovi tipi di segni introdotti dagli sviluppi tecnologici degli ultimi anni, tra cui display elettronici a schermo piatto, insegne al neon, pannelli in schiuma, centraline con messaggi elettronici, schermi touch interattivi, segnaletica gonfiabile e striscioni a scorrimento. Al di là della funzione puramente informativa i segni linguistici sono carichi di connotazioni simboliche e di valori culturali che riflettono lo status delle comunità linguistiche insediate in un