XVI Congresso Nazionale IGIIC Lo Stato dell’Arte Castello del Buonconsiglio Trento 25/27 ottobre 2018 - 1 - IL RESTAURO DI UN’INEDITA SCULTURA LIGNEA POLICROMA ATTRIBUITA ALL’AMBITO DEI DE DONATI DELLA COLLEZIONE LODOVICO POGLIAGHI: STUDIO STORICO-ARTISTICO, APPROFONDIMENTI SCIENTIFICI E TECNICHE D’INTERVENTO Eleonora Vergallo*, Alessandro Gatti**, Nicola Amapane***, Silvia Piretta****, Tiziana Cavaleri*****, Francesca Zenucchini****** * Restauratrice. ** Docente di restauro settore PFP/2 del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, Università di Torino, via XX settembre 18, 10078, Venaria Reale (TO). alessandro.gatti@centrorestaurovenaria.it *** Docente del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, Università di Torino, via XX settembre 18, 10078, Venaria Reale (TO). nicola.amapane@cern.ch **** Docente di Storia dell’Arte Moderna del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, Università di Torino, via XX settembre 18, 10078, Venaria Reale (TO). silvia.piretta@unito.it ***** Tecnico diagnosta Laboratori Scientifici, Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, via XX settembre 18, 10078, Venaria Reale (TO). tiziana.cavaleri@centrorestaurovenaria.it ****** Restauratrice del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, via XX settembre 18, 10078, Venaria Reale (TO). francesca.zenucchini@centrorestaurovenaria.it Abstract Il presente contributo è la sintesi di un articolato studio di tesi condotto nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”, inerente al restauro di un’inedita scultura lignea policromata raffigurante Cristo Salvator Mundi. Il manufatto fa parte di un’eterogenea collezione di oggetti e opere d’arte raccolti da Lodovico Pogliaghi nel corso della sua vita e tuttora conservati nella casa dell’artista, sita sul Sacro Monte di Varese. L’assenza di dati archivistici riguardanti le origini e la storia conservativa dell’opera ha determinato in primo luogo l’avvio di una complessa attività di ricerca storico - artistica volta a ricostruirne l’ambito di produzione e la funzione. A tale fine sono stati effettuati conf ronti sulla base di analogie iconografiche e stilistiche con manufatti simili prodotti nell’area geografica circoscritta tra la Lombardia occidentale e il nord-est del Piemonte. L’avanzato stato di degrado della scultura e l’intrinseca fragilità dei mater iali costitutivi, sensibilmente indeboliti dalla presenza di consistenti depositi di particolato atmosferico e di ridipinture, hanno comportato l’adozione di scelte metodologiche improntate alla cautela e alla selettività. Fondamentali si sono rivelati gli esiti della campagna diagnostica (multispettrale, tomografica e microstratigrafica) indispensabili per la definizione dei procedimenti esecutivi, la caratterizzazione dei materiali originali e di rifacimento, e l’individuazione delle problematiche di degrado. Il restauro ha avuto come fulcro la fase di pulitura, preceduta da test applicativi condotti su provini realizzati ad hoc con materiali e tecniche scelti a imitazione di quelli originali. L’attività ha previsto la combinazione di diverse metodologie, selezionate sulla base delle sostanze da rimuoversi relazionate alle caratteristiche del substrato, associando sistemi di pulitura tradizionali, chimici e meccanici, con la metodologia laser. In particolare l’Nd:YAG è stato efficace per la rimozione di parte dei depositi coerenti, mentre l’Er:YAG si è rivelato adatto all’asportazione selettiva delle ridipinture sovrammesse agli strati pittorici originali. Infine la proposta di restituzione estetica, dovendo confrontarsi con la quasi totale perdita degli strati di finitura, ha privilegiato un approccio archeologico finalizzato al mantenimento dello status quo raggiunto al compimento della pulitura. Il ritocco è stato eseguito localmente mediante velature ad acquerello, limitatamente alle aree di preparazione a gesso e colla oggetto di recente caduta. Note storico-artistiche La statua lignea, rappresentata a mezza figura, porta i capelli e la barba lunghi e veste una tunica sormontata da un manto dalle maniche ampie; la mano destra regge un globo che simboleggia la Terra. Un incavo tondo sulla parte superiore del globo fa presumere che in esso fosse inserita una croce a formare un globus cruciger, particolare compatibile con la raffigurazione tradizionale del salvator mundi (“Salvatore del mondo”), comunemente rappresentato attraverso le più diffuse tecniche artistiche. Tale soggetto iconografico suggerisce