In stampa Rivista Italiana di Dialettologia 2006 Dialetti in Rete Giuliana Fiorentino (Università del Molise) Abstract This paper investigates the occurrence of regional dialects in Italian Computer- mediated communication (CMC). Our analysis of sites, chat sessions and forums reveals that dialects are associated with at least three distinct contexts of use. First, dialects are an object of study, for instance in web sites dedicated to safeguarding or spreading knowledge of dialects. Sec- ondly, dialects in CMC can be used as the ‘official’ language for communicate. Thirdly, dia- lects may occur in chat sessions conducted predominantly in Italian as a secondary language which emerges by chance in discourse, giving rise to phenomena of code-switching, as in spoken language. Analysis of these three situations enables us to evaluate the vitality of dia- lects on the Web, distinguishing between ‘conventional’ and ‘natural’ uses. Regarding the status of CMC as communication more or less oriented towards speech, a ‘natural’ presence of dialects can be taken as further proof of the tendency to be more oriented towards speech. Keywords: Language variation, CMC, web forums, chat, code-switching, Neapolitan dialect 1. INTRODUZIONE La letteratura sulla Computer Mediated Communication (d’ora in poi CMC) sta sviluppandosi oramai secondo un ampio spettro di prospettive e approcci. In questo articolo adotteremo un approccio (socio)linguistico alla CMC ed in particolare utilizzeremo un punto di vista varia- zionista (per un inquadramento sul concetto di variazionismo cfr. almeno Berretta 1988; Ber- ruto 1989, 1993a). Questa scelta comporta almeno due implicazioni rispetto alle possibili di- rezioni di ricerca che una qualunque analisi sulla CMC potrebbe avere. La prima implicazione è che si cercherà di definire la/le varietà di lingua usata/e sul web rispetto agli assi di varia- zione tradizionalmente considerati negli studi sociolinguistici italiani (diatopia, diafasia, di- stratia, diamesia; per una definizione di queste nozioni cfr. Berruto 1989, 1993b, 1995) con particolare attenzione alla variabilità diatonica e a problemi di repertorio di varietà. La secon- da implicazione è che si ricondurrà la ricchezza di varietà linguistiche attestate nella scrittura in Rete al plurilinguismo che da più parti viene riconosciuto come caratteristico della lingua del web (cfr. Berruto, in stampa; Danet and Herring 2003), cercando però di distinguere tra un uso ‘convenzionale’ e un uso ‘naturale’ delle varietà dialettali in Rete (cfr. Berruto, in stampa; Patrucco, 2002). Rimandando ad altri interessanti studi per una trattazione anche quantitativa della presenza dei dialetti in rete (tra cui soprattutto Patrucco, 2002 e 2003), la ricerca che propongo intende piuttosto discutere alcuni casi particolari da cui trarre suggerimenti per ulteriori direzioni di ricerca. Discuterò in particolar modo della presenza dei dialetti in Rete nella consapevolezza che essa può rimandare ad ‘atteggiamenti’ nei confronti dei dialetti anche molto diversi. Da un lato, in siti o forum che sono esplicitamente dedicati ai dialetti locali o regionali, gli scriventi inten- zionalmente e programmaticamente ricorrono al dialetto (regionale o locale), invece che alla lingua nazionale, per sostenere la lingua e le tradizioni locali. Dall’altro i dialetti emergono