Pubblicato in: 2002. “ Computer-Mediated Communication: lingua e testualità nei messaggi di posta elettronica in italiano”. In: Bauer, Roland/Goebl, Hans (Hgg./a cura di), Parallela IX. Testo, variazione, informatica / Text, Variation, Informatik. Wilhelmsfeld, Egert: 187-208 (= pro lingua, 35). Computer - Mediated Communication: lingua e testualità nei messaggi di posta elettronica in italiano 1 Giuliana Fiorentino (Università di Roma Tre) 1. Introduzione Con la nascita della rete Internet l’uso del computer per comunicare tra persone è divenuta una possibilità concreta per un numero via via crescente di utenti. Con questa nuova realtà si misura anche il linguista, che, da un lato, analizza il modo in cui la lingua è influenzata dall’uso del nuovo mezzo e, dall’altro, osserva come il computer abbia dato luogo a nuove modalità di comunicazione, non immediatamente comparabili né con la scrittura tradizionale, né con l’oralità pura e semplice. In maniera del tutto ovvia, si osserva come il quadro della variabilità diamesica 2 si complichi con la comparsa del nuovo medium (il quadro da evocare è del tipo mcluhaniano di The Gutenberg Galaxy del 1962 e di Understanding Media del 1964; sull’influenza del computer sulle modalità di comunicazione si veda lo studio di Murray 1988), il che non esime, naturalmente, dall’intraprendere più puntuali esplorazioni, Gli studi più risalenti sulla lingua usata nella comunicazione al computer, talvolta definita lin- gua elettronica, sono soprattutto di area angloamericana (dagli anni ‘80 in poi). Questa ricerca - peraltro ancora iniziale ed esplorativa - si propone di contribuire alla costitu- zione di una bibliografia, che anche per l’italiano inizia a accumularsi su questo tema. Si analizzeranno, da un lato, le caratteristiche linguistiche dell’italiano ‘elettronico’ e, dall’altro, aspetti più generali della organizzazione testuale di un tipo particolare di testi ele t- tronici (i messaggi di posta elettronica): resterà comunque sullo sfondo la più ampia questione dell’inquadramento della comunicazione via computer da un punto di vista della variabilità diamesica. 2. Computer-Mediated Communication La Computer-Mediated Communication (d’ora in poi CMC) è la “ communication that takes place between human beings via the instrumentality of computers” (Herring 1996: 1). Si tratta di un termine generale che copre diverse nuove forme di comunicazione legate alla nascita e alla diffusione capillare del computer. Di CMC si occupano studiosi con interessi anche molto diversi: esiste un filone di studi psico- logici, sociologico - etnografico, culturale, oltre a quello linguistico. La prospettiva sociologico-etnografica e quella culturale si occupano degli aspetti sociali e interazionali legati alla comunicazione in ambienti elettronici. In quest’ottica, la particolarità della comunicazione on-line è che essa prospetta nuovi contesti d’interazione che presentano caratteristiche atipiche: le chat , ad esempio, sono conversazioni con presa di turno libera, ma non faccia-a-faccia (anche se il sistema delle video conferenze consente ora ai partecipanti di vedersi) e che passano attraverso la scrittura. In esse quindi si mescolano aspetti del parlato conversazionale (con le ‘regole’ della conversazione) e aspetti e limiti imposti dalla scrittura 1 Questa ricerca è finanziata da una Borsa post-dottorale del Dipartimento di Linguistica di Roma Tre e dai fon- di di ricerca del Progetto sul Parlato ‘Una prospettiva multimodale nello studio delle unità del parlato’, coordina- to dalla prof. Orletti (Roma Tre). Ringrazio tutti coloro che mi hanno inviato loro messaggi di posta elettronica affinché li usassi per costituire il corpus di analisi. 2 Per variabilità diamesica intendo con Berruto la variazione legata al mezzo. Le varietà dia mesiche fondamen- tali sono parlato e scritto (Berruto 1993: 37-56).Il termine di variabilità diamesica si deve a Mioni.