volume 18, numero 2, 2003 Microbiologia Medica 144 M086 ESBL: PREVALENZA 2001-2002 IN SETTE OSPEDALI ROMANI (SEERBIO) 1 Meledandri M., 2 Bove F., 3 Carducci G., 4 Malvatani S., 5 Ghezzi M.C., , 6 Pietravalle M., 7 Fontana C., 8 Testore G.P. 1 ACO S.F.Neri UOC Microbiologia.. 2 RMC-S. Eugenio 3 OBPG-IRCCS Lab. Analisi Palidoro 4 RMC-CTO - Microbiologia 5 Uni. La Sapienza, S.S. An. Microbiol.1 6 I.F.O. San Gallicano IRCCS, 7 Uni.Tor Vergata-Microbiologia, 8 Uni.Tor Vergata - M. Infettive. Introduzione. Le ß-lattamasi a spettro esteso (ESBL) rap- presentano importanti meccanismi di resistenza nelle Enterobacteriaceae, la cui frequenza varia per area geogra- fica. Riportiamo la prevalenza di ESBL nel 2001-2002, tra le Enterobacteriaceae di 7 microbiologie romane del grup- po di Studio sulle Resistenze Batteriche nelle Infezioni Ospedaliere (SEERBIO). Materiali e Metodi. Identificazioni e antibiogrammi sono stati eseguiti nel 2001-02 su materiali clinici, mediante siste- mi automatici, e riuniti in unico database. Gli isolati di Enterobacteriaceae, resistenti al ceftazidime e sensibili a cefoxitina, sono stati considerati produttori di ESBL. È stato escluso Enterobacter, poiché dotato di sistemi vari di resi- stenza. Risultati. Sono state isolate 10.421 Enterobacteriaceae, appartenenti a 17 generi. Il 13% dei ceppi erano ESBL. I più isolati (89% del totale) sono stati i generi Escherichia (62%, ESBL 5%), Proteus (14%, ESBL 29%) e Klebsiella (13%, ESBL 14%). La prevalenza per area è stata: rianimazioni 32%, medicine 22%, chirurgie 19%, ambulatori 15%. I mate- riali sono stati urine (48%), espettorato (10%), sangue e t.vaginale (6%), pus (5%). Nelle rianimazioni i materiali sono stati urine (41%), broncoaspirato (34%), sangue (5%) e BAL (4%). I ceppi ESBL resistenti a ciprofloxacina , amoxicillina- acido clavulanico e cotrimoxazolo sono stati rispettivamente 52%, 67% e 37%. Nel 2002 è stata osservata una diminuzio- ne di ESBL: Escherichia -1%, Proteus -8%, Klebsiella -12%. Discussione. Il programma di sorveglianza SENTRY riporta una frequenza di K. pneumoniae ESBL del 45% in America Latina, contro il 7% degli Stati Uniti (con differenze locali). I nostri dati evidenziano una prevalenza del 13%, con un picco del 32% nelle rianimazioni, nonché una variazione annuale. Il genere più frequente è stato Proteus. I ceppi ESBL hanno presentato resistenza anche ad altri farmaci. È stata rilevante la frequenza di ESBL tra i pazienti esterni. Il nostro contributo riguarda circa 3.500 letti di ricovero in Roma e pone le basi per future valutazioni sull’andamento delle resistenze nella capitale. M087 INCIDENZA DI INFEZIONI UROGENITALI DA MICOPLASMI IN PAZIENTI AMBULATORIALI, AUSL LE/1, LECCE B. Ciannamea 1 , G. Leo 2 , M. Megha 1 , G. Miragliotta 3 1 Unità Operativa di Microbiologia e Virologia AUSL/LE,1 2 Unità Operativa di Oncologia Sperimentale 3 Cattedra di Microbiologia, Dipartimento MIDIM, Università degli Studi di Bari Mycoplasma hominis ed Ureaplasma urealyticum vengono isolati con elevata frequenza dal tratto urogenitale e sono associati a diverse sindromi cliniche quali uretriti non gono- cocciche, prostatiti, salpingiti, PID, pielonefriti, infertilità, parto pretermine e aborti ripetuti. Obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare la fre- quenza di isolamento di M. hominis ed U. urealyticum e la loro sensibilità antibiotica in vitro. Sono stati presi in esame 1147 campioni (tamponi vaginali, uretrali, liquido seminale, urine) pervenuti al nostro labora- torio nel periodo gennaio 2002 - aprile 2003. Il metodo utilizzato è il test “Mycoplasma IST 2” (bioMérieux) che permette di identificare M. hominis ed U. urealyticum, di definirne la carica e di valutare la sensibilità verso nove diversi antibiotici: 4 macrolidi (eritromicina, josamicina, azitromicina e claritromicina), 2 tetracicline (tetraciclina e doxiciclina), 2 fluorochinoloni (ofloxacina e ciprofloxacina), pristinamicina. 405/1147 (35,3%) prelievi prevalentemente endocervicali sono risultati positivi. In particolare l’identificazione ha evidenziato infezione da U. urealyticum in 384 (94,8%), M. hominis in 14 (3,4%) e mista (U. urealyticum e M. hominis) in 7 (1,7%). ANTIBIOTICI Nr. batteri Sensibili (%) Intermedi (%) Resist. (%) TETRACICLINA 405 399 99 1 0 3 1 DOXICICLINA 405 401 100 1 0 1 0 ERITROMICINA 405 340 84 1 0 47 12 JOSAMICINA 405 398 99 5 1 0 0 PRISTINAMICINA 405 401 100 0 0 1 0 OFLOXACINA 405 188 47 201 50 14 3 CIPROFLOXACINA 405 44 11 126 60 61 29 CLARITROMICINA 405 363 90 5 2 17 8 AZITROMICINA 405 325 80 30 14 11 5 Doxiciclina, tetraciclina, josamicina e pristinamicina sono risultati essere gli antibiotici più attivi in vitro. M088 DIAGNOSI DI PROSTATITE CRONICA:IL RUOLO DEL LABORATORIO DI MICROBIOLOGIA Restelli A.*, Colombo R.*, Rosa I.*, Arcuri C.*, MagriV.°, Scarazatti E.* *U.O Microbiologia, Istituti Clinici di Perfezionamento Milano, °Ambulatorio Urologia, Istituti Clinici di Perfezionamento Milano La prostatite cronica (PC) è una patologia urologica di fre- quente riscontro, la cui sintomatologia ha un notevole impat- to sulle condizioni di vita dei pazienti. La diagnosi di tale patologia è spesso complessa e la terapia a volte non risolu- tiva. E’ possibile distinguere una forma “batterica” in cui è possibile isolare il microrganismo in causa e una forma “abatterica” in cui non viene isolato alcun agente patogeno. Gli agenti patogeni di infezione svolgono un ruolo importan- te nella eziologia delle prostatiti croniche: tutte le tipologie di microrganismi sono rappresentate : batteri, protozoi, mice- ti, virus. Il test diagnostico che rappresenta il “ gold standard “ per la diagnosi di PC è il test di Stamey e Mears che pre- vede la raccolta frazionata di campioni d’urina (VB1, VB2 e VB3) e del secreto ottenuto in seguito a massaggio prostati- co (EPS): la diagnosi di PC è confermata dalla presenza in VB3 ed EPS di microrganismi in carica significativamente superiore a quella di VB1 E VB2. Nel periodo in esame (anno 2002) abbiamo esaminato n° 235 pazienti con diagno- si clinica ed ecografica di prostatite cronica: nel 26% ( 61 POSTER