33 C’ERA UNA VOLTA IL METODO: VENT’ANNI DOPO Annamaria Cacchione 1 1. INTRODUZIONE A che punto è, in Italia, la discussione sul metodo per insegnare le lingue? Cosa resta, se resta, del fervore dialettico che almeno per tre decadi, dagli anni ’70 agli anni ’90, ha scardinato secoli di tradizione per avvicinare le lingue alla vita? È con questa domanda in mente, sollecitata dall’osservazione diretta della multiforme e (iper)complessa realtà dell’IdA (Istruzione degli Adulti) in Italia, che nella primavera del 2020 (in piena emergenza COVID19) INDIRE ha avviato una ricerca su come viene condotta, in termini di metodi e strumenti didattici, l’alfabetizzazione in italiano L2 nei CPIA (Centri Provinciali per l’istruzione degli Adulti) italiani. In questo articolo vengono presentati e discussi i primi risultati di questa indagine. Come si dirà meglio più oltre, questo lavoro si inserisce in una ricerca molto più ampia e a lungo termine, che ambisce a descrivere lo stato dell’arte della didattica pratica dell’italiano anche oltre l’IdA (ad esempio nella scuola del mattino 2 ), alla ricerca dei paradigmi teorici che orientano oggi la didattica delle lingue in Italia. Alla luce dei cambiamenti epocali che abbiamo vissuto negli ultimi anni – a prescindere dalla rivoluzione degli ultimi mesi – riteniamo infatti che sia non soltanto importante ma necessario ed urgente capire come questi paradigmi, insieme alle scelte concrete che determinano, rispondano alle esigenze di un pubblico che non è stato mai così eterogeneo nelle caratteristiche e nei fabbisogni. 2. DEFINIZIONI Prima di presentare e di analizzare i dati, è necessario fare chiarezza sul significato di alcuni termini chiave utilizzati in questo lavoro e in particolare nel questionario (si veda oltre al paragrafo 3.1), perché, altrimenti, la questione potrebbe rivelarsi di natura linguistica e non glottodidattica: metodo innanzitutto, ma anche strumenti, tecniche e grammatica. Per il significato di questi termini il riferimento principale è stato Balboni (2002), con delle semplificazioni operate per rendere il questionario più agile senza perdere in informatività. La terminologia di Balboni è la più usata nell’ambito della formazione glottodidattica, per cui la probabilità che i docenti la condividano (nel caso, ovviamente, in cui abbiano effettivamente una formazione di questo tipo) è molto alta. Partiamo dunque da metodo. Secondo Balboni, Il metodo definisce un piano generale per la realizzazione operativa di un approccio. È un insieme di principi 1 INDIRE - Universidad Complutense de Madrid. 2 Nei CPIA, si è soliti riferirsi con questa espressione alla scuola non-CPIA, ovvero quella ad esempio delle scuole elementari e superiori, caratterizzata da orari di lezione mattutini.