1 Brevità e microcontenuti nei blog Giuliana FIORENTINO (Molise) Blogs are a clear example of short texts in three different ways. First, they are intrinsically short texts in repre- senting a case of micro-content, a small unit of digital information with a single main topic and some related properties (Leene 2006). Secondly, they systematically recur to syntactic and semantic strategies of synthesis in order to increase cohesion and coherence among a post and its comments. Finally, shortness is a stylistic choice that users can adopt in order to increase the efficacy of their texts. The research is based on a small corpus of blogs and it also aims to create a model of a qualitative content analysis for blogs and similar collaborative texts. Indice 1. Introduzione 2. Il blog anima del cyborg 3. Blogosfera e ‘ri-mediazione’ 4. L’analisi dei blog 4.1. Blog di Di Pietro 4.2. Blog Complicate traiettorie emotive 5. Conclusione 6. Biblioghrafia 1. Introduzione La brevità può essere considerata una qualità tipica della scrittura sul web. È evidente, se consideriamo i limiti di leggibilità della lettura sullo schermo e la tendenza dei web-lettori a non ‘scrollare’ la pagina, cioè a non farla scorrere verso il basso, che per dare rilievo a più informazioni contemporaneamente su una stessa ‘schermata’ occorre privilegiare la sintesi. La necessità di essere brevi porta a collocare alcune informazioni in primo piano e a creare ri- mandi (link) da queste ai contenuti completi collocati in schermate ulteriori (principio della organizzazione ipertestuale del web). Nel web 1.0 la brevità testuale era associata tipicamente ad alcuni contesti di scrittura a causa di vincoli tecnici dei software. Ad esempio nelle prime chat room il numero di caratteri assegnato a ciascun turno di conversazione era fisso e molto contenuto e rendeva necessaria- mente brevi i contributi degli scriventi. Per sfruttare al meglio lo spazio assegnato a ciascun turno gli scriventi creavano sigle, acronimi e abbreviazioni ottenuti per cancellazione di carat- teri. La relazione preferenziale tra web e brevità resta confermata anche nel web 2.0 con la nascita di un nuovo concetto, ancor oggi oggetto di discussione, e cioè con la nozione di mi- crocontenuto. I microcontenuti sono stati definiti unità di informazione dell’idioma di internet, unità di informazione digitale: «Microcontent is information published in short form, with its length dictated by the constraint of a single main topic and by the physical and technical limitations of the software and devices that we use to view digital content today. We’ve discovered in the last few years that navigating the web in meme-sized chunks is the natural idiom of the Internet.» (Dash 2002, corsivo mio). «‘Microcontent’ is referring to basic, usually very small units of digital information that are not locked in “documents” or “web pages”, individually addressible via “permalinks” and therefore allowing use and re-use in much more loosley structured and volatile (macro- )containers and (macro-)contexts (Lindner 2005, Leene 2005).» (Lindner 2006).