E-ISSN 2281-4612 ISSN 2281-3993 Academic Journal of Interdisciplinary Studies MCSER Publishing, Rome-Italy Vol 4 No 2 July 2015 337 “Istitutiones Iuris” of Albanian Consuetudinary Law Dr. Eugen Pepa Head of Departement of Justice, Faculty of Political Juridical Sciences, University “AleksanderMoisiu”, Durrës, Albania Email: eugen_pepa@yahoo.it Doi:10.5901/ajis.2015.v4n2p337 Abstract The custom is among the sources of law, definitely, the most distant in time. Our legal tradition has been transmitted orally from generation to generation through the centuries and it bares these language elements that are considered fundamental for our people’s identity. Our society was shaped over the centuries under secular foreign occupation, and in full lack of a state authority to be represented with. Despite this, the juridical oral tradition and this kind of peculiar language managed to cross the millennia through its customs, creating and cultivating social and juridical institutions which have served to shape a collective conscience that made it possible for the modern state to be founded. Our analysis will concentrate principally in the representative values of the social belongings, creating the legal basis of the Albanian ethos and ethnos, which are always served as an autochthonous legal source. This might dispatch social justice values and human dignity. This analysis deepens its focus mainly in the strongholds of the common law; highlighting those social and legal institutions, that on our point of view have had the greatest influence in the creation of our national consciousness. Keywords: common law, legal tradition, society, institution etc. Il diritto consuetudinario è fonte giuridica universalmente presente fin dai primordi della storia umana. Il diritto consuetudinario albanese, entra a far parte di questo patrimonio globale dell’umanità, con la particolarità di aver fatto nella storia umana un percorso storico assai singolare. Questa storia di pratiche e rappresentazioni sociali, talvolta assai antica e remota, da passare per incomprensibile agli occhi del mondo occidentale odierno, è sicuramente opera della saggezza del popolo albanese nei secoli. Proprio per cercare di aiutare il lettore, di questo lavoro nell’intento di farlo entrare nella psicologia e nella mentalità di queste rappresentazioni giuridiche sento il bisogno, di approfondire inizialmente, alcuni aspetti terminologici che ci accompagneranno, nel percorso di questo studio e dopo analizzeremo le “Institutiones Iuris” che riteniamo le più significative del nostro diritto consuetudinario. 1. Il Diritto Consuetudinario Albanese, Le Questioni Terminologiche e i Suoi Principi Fondamentali Il diritto consuetudinario albanese è stato per milleni tramandato oralmente di generazione in generazione e gli studi su questo diritto sono relativamente recenti nel tempo. Partiamo la nostra ricerca da uno studio fatto da un medico giapponese, studioso di etica, che sostiene, che l’ordine sociale, regolamentato nel Kanun, costituisca, la struttura primordiale della società umana. Kazuhito Yamamoto, facendo degli studi comparati tra la struttura etica della società Omerica, con la struttura etica, delle società primordiali albanesi, regolamentate dal Kanun, trae la conclusione, che essa può essere ricondotta alle società primitive e primordiali della storia umana. Egli studiando la struttura etica del Kanun, evidenzia sette principi intorno ai quali si sviluppa la psicologia albanese: Betimi-beja (il giuramento), Besa (fede-giurata, parola data, tregua,), Gjaku (il sangue, ius sanguinis), Nderi (l’onore), Miku (amico, ospite), Buka (il pane, l’alimentazione), Hakmarrja (la Vendetta). Yamamoto spiega che prima della comparsa dell’autorità statale, gli esseri umani vivevano in un sistema di valori che veniva determinato dalla realtà sociale. In queste società primitive, inizialmente pagane, siccome questi concetti, sono legati alle sensazioni corporee, emozioni e consuetudini antiche, esse rappresentano la natura degli esseri umani, in quanto tali. Le società senza autorità statali, secondo Yamamoto, non sono società arcaiche che spariscono velocemente dalla faccia della terra, ma delle società con un sistema di valori, essenzialmente equivalenti, ma in antitesi con il sistema dei valori di una sociètà con autorità statale. “Nelle nostre odierne società, con autorità statale, dove gli esseri umani condividono lo stesso sapere ed informazione, attraverso i sistemi mass-mediatici, le culture dei vari popoli rischiano di perdere la propria originalità e la propria identità. Se tutti gli esseri umani nel mondo, condividono la stessa informazione e lo stesso sapere, per un periodo