Modelli semiotici per lo studio del museo Isabella Pezzini Gli studi di semiotica sul museo o sulle esposizioni, dapprima rari o occasionali, si sono moltiplicati via via che lo sguardo semiotico si è appuntato su testi spazia- li e oggetti emblematici per la cultura di appartenenza, e a partire da questo momento possono essere riletti in modo più sistematico. Jurij Lotman, il cui contributo ap- pare fondamentale per una semiotica della cultura, non parla molto di musei nella sua opera, ma assume il museo come immagine emblematica della semiosfera, e dunque, indirettamente, ne parla continuamente 89 . Fra i saggi più organici a cui personalmente ho fat- to soprattutto riferimento nei miei lavori sull’argomento vi sono quelli di Santos Zunzunegui (2003) e di Manar Hammad (2006). Il primo è uno studio sull’evoluzione del Museo di Belle Arti, in qualche modo “provocato” dallo choc prodotto dalla costruzione a Bilbao del museo Guggenheim firmato da Franck Gehry, che ha lanciato una sorta di moda globale di nuovi musei architettoni- camente iconici. Il secondo è invece un’analisi esaustiva 89 Abbiamo cercato di “filare” la metafora lotmaniana del museo nel nostro libro sui cosiddetti nuovi musei (Pezzini 2011). Nella bi- bliografia semiotica sul museo segnaliamo Calabrese (2006), Dami- sch (2000), Eco (Eco-Pezzini 2014), Fabbri (1996), Floch (1990), Violi (2014), Mitropoulou e Novello Paglianti (2018).