ANDREA PIRAS Santi e martiri del Cristianesimo in Persia La storia della propagazione del messaggio cristiano nelle regioni del Vicino e del Medio Oriente presenta, come in altri casi, una nutrita schiera di santi e di martiri, testimoni eroici di una fede che si propagò con vigore contro le ostilità di assetti politici e religiosi avversi: questo non solo nelle province orientali dell’impero romano – Palestina, Siria, Mesopotamia – ma anche in quei territori del nemico secolare di Roma e poi di Costantinopoli, l’impero partico e persiano che annovera, nella sua ricca e variegata storia culturale, per- sonalità esemplari di un cristianesimo, affermatosi in un lento, costante e dif- ficile cammino di predicazione del suo annuncio (kerygma). Ancora oggi, nella distanza che ci separa dalla antichità di fatti trascorsi ma non dimenticati, basta un semplice sguardo al calendario per accorgersi di questi eminenti testimoni, nel pullulare di santi, martiri e beati che costellano ogni giorno dell’anno, e per scoprire quanto la commemorazione tenga presente, nella molteplicità delle provenienze geografiche, un cospicuo numero di santi di Persia. Si veda il libro di Mario Sgarbossa, I santi e i beati della Chiesa di Occidente e Oriente, Milano 1998, per rendersi conto di importanti celebrazioni: prima fra tutte, quella dei Martiri di Persia, il 22 aprile (ibidem, p. 231) a seguito della grande persecu- zione di Ðâbuhr II (309-379) negli anni dal 339 al 376. Altri episodi si ebbero inoltre nel V secolo, durante gli ultimi anni di regno di Yazdagird I (399-420) e sotto Wahrâm V (420-438) e Yazdagird II (438-457), più qualche caso spora- dico nel VI secolo, durante il regno del grande rivale di Giustiniano, Cosroe = Khusraw I (531-579), e nel VII secolo, sotto Khusraw II (591-628). Nomi come quelli di Abrosimo, Aietala, Acepsima, Azade e Azadane, Bicor Ebediesu, Mareas, Miles e Tarbula sono certo meno comuni e familiari, rispetto a quelli di altri martiri (sempre persiani) come Beniamino, Giacomo e Giuseppe ma di uguale importanza nella memoria che ne viene fatta nelle ricorrenze calenda- riali che registrano esempi di testimonianza, come quelli del vescovo Abdas (16 AVALLON 55 33 A VALLON l’uomo e il sacro tema