125 ELIANA CARRARA IL CARTEGGIO IN VOLGARE DI GIOVANNI DELLA CASA CON PIERO VETTORI Io ti dico il vero, o Sannio: de la pidocchieria de le scienze son tanto satio che vorrei vomitarle quando potessi. Le lettre hoggi (mercé del cielo) sono ite tanto in basso, che tristo chi pensa haverne. Quanto l’huomo è più dotto e più carico di dottrine, più dolente e misero va piangendo. Hoggi i mecanici e gli arti- giani, per quanto veggo, triomphano di questo mondo. E perciò havrei a caro d’apprendere qualche buon’arte. 1 A sei anni dalla sua scomparsa, Piero Vettori nel ricordare Giovanni Della Casa, con cui aveva avuto modo di condividere di- scussioni di natura letteraria e indagini di carattere filologico, in un sodalizio affettuoso e pieno di stima protrattosi per tutta la vita, così scriveva: Is autem fuit Ioannes Casa, cuius iudicium cum maximi momenti cunctis in rebus merito esse debeat, in hoc certe ceteris omnibus antepo- nendum est: diligenter enim ille scriptorum eorum, quos accurate legerat, virtutes vitiaque ponderarat, ac quidquid ad illos plane cognoscendos pertineret, subtiliter examinarat, et ita denique, quod ego aliquando valde admiratus sum, in hoc tritum subactumque ingenium habebat, ut nihil ipsum fallere posset, quod ipsorum laudes augeret, aut aliquam in partem imminueret. 2 1 N. FRANCO, Dialogi piacevoli, a cura di F. PIGNATTI, Manziana (RM) 2003, p. 294; dialogo ottavo: Il Fonte Caballino. Dialogo di M. Nicolò Franco, nel quale pro- mette d’insegnare con ogni facilità tutte l’arti, tutte le scienze et il vero modo d’ascen- dere a tutti i gradi. 2 P. VICTORII Commentarii in librum Demetri Phalerei de elocutione…, Florentiae, in officina Iunctarum, 1562, cc. aIVr-bIVr (Petrus Victorius Lectori): aVr. Il