Modellazione esplicita: non solo facilità di modifica F. Mandorli Abstract Per anni abbiamo letto che le lavorazioni (features) e la storia del modello erano lo strumento che i sistemi MCAD mettevano a disposizione dell’utente per rendere esplicito il design intent e per facilitare la operazioni di modifica, standardizzazione e riutilizzo dei modelli CAD. Oggi assistiamo alla sempre maggiore diffusione di sistemi CAD basati su un diverso approccio alla modellazione: la modellazione esplicita (o diretta). Questa nuova modalità di modellazione abbandona lavorazioni e storia del modello, per basarsi invece sulla definizione di regioni che l’utente può tirare, spingere o ruotare, per aggiungere o sottrarre volume al modello. Ci siamo quindi chiesti come cambi l’approccio alla modellazione quando si utilizza questo nuovo paradigma di modellazione e se l’unico beneficio consista in una più semplice modificabilità del modello. Molti fornitori di sistemi CAD hanno oggi nel loro portfolio sistemi basati su quella che viene denominata modellazione diretta o esplicita. Tanto per fare qualche nome, possiamo ricordare: NX o Solid Edge con Synchronous Technology; Creo di PTC; Autodesk Fusion 360 di Autodesk; SpaceClaim. Questa nuova tecnica di modellazione si basa sulla definizione di regioni che l’utente può tirare, spingere o ruotare, per aggiungere o sottrarre volume al modello; le regioni possono essere intere facce del modello o partizioni realizzate mediante schizzi posizionati direttamente sulle facce. Oltre alla possibilità di intervenire direttamente sulle singole entità geometriche che caratterizzano il modello, la principale differenza tra la modellazione esplicita e la più tradizionale modellazione feature- based, risiede nella scomparsa della storia evolutiva del modello (per intenderci, la lista di features o lavorazioni). Poiché, se impiegate correttamente, le lavorazioni rappresentavano un buono strumento per descrivere la relazione esistente tra elemento di forma e funzione svolta, la loro scomparsa potrebbe far pensare che, con questi nuovi sistemi di modellazione, la comunicazione del design intent sia più problematica, se non impossibile. In realtà, come vedremo, i punti di contatto tra modellazione esplicita è comunicazione del design intent sembrano essere più di quelli che ci si potrebbe aspettare. L’eterno problema della modifica Storicamente, i sistemi feature-based sono nati con l’intento di rendere i modelli geometrici più facilmente modificabili e riutilizzabili, grazie alla memorizzazione di ogni singola operazione di modellazione (feature), alla sua parametrizzazione ed alla possibilità di intervenire in qualsiasi punto della storia per apportare le modifiche. Paradossalmente, ciò che doveva rendere i sistemi CAD più efficaci, si è rivelato essere un loro punto di debolezza; infatti, in assenza di un’adeguata “progettazione” del modello (1), la sua storia evolutiva diventa spesso complessa e priva di logica, e si traduce quindi nell’impossibilità pratica di modificare e riutilizzare il modello stesso. Inoltre, in molti casi il modello da modificare viene importato da altri sistemi e durante questo trasferimento perde comunque le informazioni relative alla sua storia evolutiva. In sintesi, se osserviamo il modo in cui vengono attualmente usati i sistemi feature-based, possiamo notare le seguenti contraddizioni: Da un lato i modelli vengono creati senza un’opportuna attenzione alla loro modificabilità; dall’altro ci si lamenta quando il modello non viene rigenerato correttamente a seguito di una modifica; Da un lato ci si lamenta delle difficoltà di importare modelli dotati di storia; dall’altro, il modello viene spesso rimodellato da zero, anche quando la storia esiste; Da un lato si chiede a chi modella di farlo nel minor tempo possibile; dall’altro, non si considerano le perdite di tempo dovute alla necessità di modificare i modelli. Figura 1. Esempi di storie diverse per la generazione della stessa geometria In questo contesto, ben si comprende quali possano essere i vantaggi di un approccio alla modellazione che consenta agli utenti di intervenire in qualsiasi momento, per apportare modifiche localizzate alla geometria del modello, indipendentemente da come questa geometria sia stata precedentemente realizzata. Ma la domanda che noi ci poniamo è la seguente: la scomparsa delle features, se da un lato rende più semplice ed intuitiva la modifica del modello, dall’altro, comporta la definitiva rinuncia alla speranza di poter catturare e comunicare il design intent ?