47 Il pianto come indicatore precoce del disagio PAOLA VENUTI, GIANLUCA ESPOSITO Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione, Università di Trento RIASSUNTO: Premesse teoriche: Il pianto rappresenta il primo canale comunicativo che i bambini han- no a disposizione sin dalla nascita per segnalare i loro bisogni. L’ascolto del pianto produce numerose rea- zioni fisiologiche in chi lo ascolta, che spingono all’azione e assolvono l’importante funzione di attivare le cure parentali e quindi assicurare la sopravvivenza del bambino. Obiettivo: Scopo di questo lavoro è pre- sentare e discutere criticamente una rassegna degli studi che hanno analizzato le espressioni comunicative di disagio, in particolare il pianto, durante le prime fasi di sviluppo del bambino. Metodologia: dopo aver descritto il livello di attivazione neurobiologica che si attua durante un episodio di pianto, sia nel caregiver che nel bambino, si passerà alla descrizione della funzione degli episodi di pianto e la sua evoluzione dal- la vita fetale del bambino sino all’età adulta. Parte centrale di questo lavoro sarà la descrizione delle anoma- lie nel pianto e come tali anomalie possano influenzare la percezione del pianto da parte dei genitori. Di- scussione critica e conclusioni: Il lavoro vuole enfatizzare come la valutazione del pianto potrebbe esse- re un efficace strumento di screening per valutare lo stato neurologico dei bambini appena nati e per attivare adeguati interventi precoci con le famiglie in caso di rilevazione di disagi o anomalie nel pianto. PAROLE CHIAVE: Pianto, Comunicazione precoce, Disturbi dello sviluppo, Indicatori precoci. ABSTRACT: Theoretical background. Crying is a biological signal, alerting the caregiving environment about the needs and wants of the infant and motivating the listener to respond. Cries released specific and appropriate patterns of caregiving action and thus ensured the infant’s survival. Objective Aim of this pa- per is to discuss a review of studies that have investigated the expression of distress, namely cry, during the early stage of development in infancy. Episodes of cry play an important role in child development since they represent the very first communicative channel children can use, since the birth, to communicate with the environment. Methodology: After a description of the neurobiological activation that take place during an episode of cry both in the caregiver and infant brain, it will follows a description of the function of the cry episodes and their evolution starting from the foetal stage trough the childhood. Then it will be report- ed how anomalies in the expression of cry can bias the caregiver’s perception of it. Critical discussion and conclusion: The paper highlights the importance of cry evaluation as screening system for neurological deficits in infancy. KEY WORDS: Crying, Early communication, Developmental disorders, Early markers. infanzia e adolescenza Vol. 7, n. 1, 2008 Il pianto è il primo canale comunicativo che i bam- bini hanno a disposizione sin dalla nascita per segnala- re i loro bisogni. Questo canale, che ha origini geneti- camente determinate, produce una serie di reazioni fi- siologiche ben definite nella persona che l’ascolta, come l’aumento del battito cardiaco (Huffman, Bryan, del Car- men, Pedersen, Doussard-Roosevelt, Porges, 1998) o l’aumento del livello ormonale, in particolare di testoste- rone nei padri (Fleming, Corter, Stallings, Steiner, 2002). Tali reazioni fisiologiche producono nell’ascoltatore una spinta all’azione ed assolvono l’importante funzione di attivare le cure parentali e quindi assicurare la soprav- vivenza del bambino (Gustafson, Wood, Green, 2000; D’Alessio, 2001; La Gasse, Neal, Lester, 2005). ■ Basi neurobiologiche del pianto Il pianto attiva il sistema nervoso sia del bambino che dell’adulto che se ne prende cura, creando uno