feDerica negri IL VIRTUALE E LA CARNE 5LタHVVLRQL D SDUWLUH GDOOカXOWLPR 0HUOHDX3RQW\ Visibile e mobile, il mio corpo è annoverabile fra le cose, è una di esse, è preso nel tessuto del mondo e la sua coesione è quella di una cosa. Ma poiché vede e si muove, tiene le cose in cerchio intorno a sé, le cose sono un suo annesso o un suo prolungamen- to, sono incrostate nella sua carne, fanno parte della sua piena definizione, e il mondo è fatto della medesima stoffa del corpo. (M. Merleau-Ponty, L’occhio e lo spirito) Cosa possiamo imparare dalla riflessione del fenomenologo francese, soprattutto dal lavoro di costruzione di una nuova ontologia che egli stava portando avanti negli ultimi anni della sua vita, quando la morte lo colse improvvisamente. Il lavoro che si è condensato nel testo Il visibile e l’in- visibile, e in forma sicuramente più particolare ma non meno significativa ne L’occhio e lo spirito – oltre che in numerosi altri spunti che attraversa- no le lezioni del suo insegnamento universitario – ci offre una visione completamente nuova dei rapporti tra l’uomo e l’Essere, un nuovo modo di pensare la dimensione percettiva che supera ogni tipo di opposizione dialettica tra dentro/fuori o soggetto/oggetto. Si tratta di un patrimonio co- spicuo di indicazioni sicuramente già fortemente strutturate nelle loro par- ti fondamentali, che ci permettono di trarre una visione chiara della nuova ontologia dell’Essere, della carne del mondo che avrebbe dovuto sostitui- re una ormai totalmente antiquata modalità metafisica, nonché superare il progetto fenomenologico. Scopo di questa comunicazione è tentare di esplorare il legame eviden- te ed estremamente stimolante che è possibile rintracciare tra questi mo- menti del pensiero di Merleau-Ponty e la questione della realtà virtuale, in specifico dell’esperienza percettiva implicata nella realtà virtuale. Bisogna prima di tutto premettere che, sicuramente, non possiamo par- lare di un legame oggettivo, di una indicazione che realmente faccia atti- nenza a questo tipo di esperienza nella filosofia di Merleau-Ponty, ma – ed