TECNICA E TEORIA DEL MONTAGGIO NELLE AVANGUARDIE CINEMATOGRAFICHE Vicente Sanchez-Biosca N ella pagina a fianco: J akov Protazanov, Aelita, 1924 Montaggio. Ecco un termine tecnico che compare nelle lingue romanze per definire !'ultima fase dell' elaborazione del film, una volta che e stato girato. Tuttavia, questo vocabolo riveste anche una nozione teorica e poetica che altre lingue, come l'inglese, hanno dif- ferenziato mediante l'opposizione fra editing e montage. Il montaggio e, cosi, un'operazione estetica che consiste nel comporre immagini in movimento, dotarle di una durata, di un ritmo. Nel comporre, in sostanza, un discorso. C'e di piu: se passiamo in rivista le formule arti- stiche posteriori al cubismo analítico in pittura, scopriremo con stu- pore che tutto un periodo della storia delle arti (letteratura, pittura, teatro, ecc.) e stato molto sensibile al termine montaggio, intendendo descrivere con es so una certa poetica della disgregazione, dell' analisi del material e, dell' apparehza di scomposizione. In questo modo si puo ca pire meglio illegame storico che unís ce le arti dell' avanguardia (il collage pittorico, fra cubismo e surrealismo, il costruttivismo, la poetica dell'assemblaggio basata sulla "casualita" dadaista, ecc.) e la nascita di un nuovo mezzo di espressione (quello cinematografico) che avrebbe reso letterale la metafora del montaggio al punto da caratterizzarsi per il suo uso. Sulla base di queste considerazioni si capira anche perché autori della statura di Theodor Adorno, Walter Benjamín, Bertold Brecht, Georgy Lukács o Ernst Bloch, cosi sensi- bili all' attualita dell' avanguardia, siano ricorsi al termine Montage (a differenza del tedesco Schnitt) per riferirsi a un periodo delle arti in Occidente, ovvero a quello che coincide con le avanguardie storiche dei primi decenni del secolo. Ebbene, che cosa ha in comune il mode- sto cinematografo e le sue nascenti teorie con la maturita di certe avanguardie che proclamavano la fine dell' arte classica? Perché quel "montaggio" sarebbe divenuto il termine chiave sia per indicare la rottura dell' avanguardia con la tradizione, sia per illustrare il passag- gio alla maturita della nuova arte? Queste sono le domande alla cuí risposta sintetica intendiamo dedicare le pagine che seguono. Prima constatazione. Il cinema non poté nascere in modo piu estra- neo allo spirito delle avanguardie: cubismo e futurismo gli dedicaro- no scarso e tardivo interesse, sebbene i proclami del primo in favore del prospettivismo e del collage, e del secondo in favore del moví- mento e della macchina, avrebbero dovuto avvicinarli in modo dura- toro. Spettacolo da fiera, il cinema comincio a separarsi da questa solo per inserirsi in un modello narrativo opposto alle avanguardie, ovvero di stampo ottocentesco. La cosa curiosa, tuttavia, si verifica immediatame11te dopo (alla fine degli anni Dieci e soprattutto nel decennio seguente) e in margine alle linee dominanti del cinema: i 141