Un caso di progettazione mobile in azienda: formazione sulla normativa attraverso la profilazione di contenuti C. Mezzetti 1 , D. Pellegrini 2 , 1 Label Formazione srl Via di Scorticabove, 80, 00185 Roma E-mail: cmezzetti@labelformazione.it 2 Label Formazione srl Via di Scorticabove, 80, 00185 Roma E-mail: dpellegrini@labelformazione.it Il presente contributo illustra le caratteristiche del prodotto info-formativo Ergo-trainer sul quale Label Formazione ha sviluppato un modello di progettazione e profilazione dei contenuti formativi in base alle esigenze evidenziate da un test preliminare. Il prodotto presenta il caso di un corso normativo in cui viene ribaltata la logica di fruizione didascalica, a favore di un percorso personalizzato sulle caratteristiche del contesto ambientale e del lavoro svolto. Lo scopo è di fornire solamente i contenuti coerenti e necessari, per rendere lo studio più agevole e ridotto nel tempo. Ulteriore caratteristica del progetto è la trasformazione del modello didattico verso l’uso di diversi strumenti integrati che illustrano la tematica in varie modalità (video, schede, check list, consigli pratici). La profilazione costituisce infine un enorme potenzialità per rendere i contenuti formativi sempre più vicini alle esigenze reali dell’utente, quindi più motivanti. 1. Introduzione Il contributo prende le mosse dalla considerazione che sia giunto il momento di riflettere e mettere a confronto le diverse proposte di mobile learning in azienda, per enucleare vantaggi ed opportunità che realmente esso pone nella formazione degli adulti. La diffusione dei dispositivi mobile è evidenziata dai dati di mercato che registrano un forte consolidamento dell’utilizzo dei dispositivi mobile e del progressivo aumento di disponibilità di app negli store, anche nel settore educativo in genere. A fronte di una domanda che progressivamente riduce le barriere tecnologiche ed aumenta l’ expertise nell’uso di nuove forme di comunicazione, ricerca di informazioni e di intrattenimento, anche il mercato della formazione scopre nuove opportunità. In questo scenario è fondamentale però riflettere su quale definizione di mobile adottare? Superando una visione del mobile solo legato alla tecnologia e in accordo con Tylor (2006) che associa il concetto di mobilità ad un apprendimento mediato dai dispositivi mobili, il mobile learning può costituire un’attività quotidiana dove i dispositivi mobili sono diventati strumenti personali che supportano gli individui ad apprendere ovunque essi si trovino, attraverso processi di educazione formale o supporto informale e conversazione [Kukulska-Hulme et al., 2007]. Sharples et al. [2007b] propongono una caratterizzazione del mobile learning come processi pubblici e privati di acquisizione del sapere che avvengono attraverso l’esplorazione e la conversazione in diversi contesti, tra la gente e l e tecnologie interattive. Pertanto nell’adottare una visione del mobile non si può prescindere dalla definizione di mobilità come mobilità di tecnologia nello spazio e nel tempo (Kakihara e Sørensen, 2002), inglobando in tale definizione anche un modello di apprendimento che armonizzi le potenzialità del mezzo (personalizzato, autogestito, informale) con le esigenze didattiche e informative dell’utente, ma anche con gli obiettivi formativi dell’organizzazione e le relative esigenze di monitoraggio e sostegno. 2. Il mobile in Italia L’Italia è uno dei paesi con maggiore diffusione del mobile (Audiweb/Doxa, 2013), che ad oggi è divenuto quasi indispensabile con preziosi strumenti per intrattenimento e per lavoro. I dati recenti (Audiweb/Doxa, 2013), mostrano che i dispositivi mobili sono utilizzati prevalentemente per la navigazione sul web e la consultazione di informazioni, ma anche per l’uso di strumenti di comunicazione e social e per intrattenimento. Ciò è dimostrabile anche dal crescente uso del mobile per fare acquisti online. I dati dimostrano (Audiweb/Doxa, 2013) come, gli acquisti online su mobile hanno avuto un incremento del +200% in un solo anno. Dall’indagine Audiweb/Doxa (Audiweb/Doxa, 2013) emerge che, per l’anno 2013, in Italia l’82% della popolazione italiana accede al web (fascia età considerata: 11-74 anni), ossia una popolazione