Intrecci parentali e modelli incisorî: l’universo famigliare nei soffitti del castello “di Sotto” di Strassoldo Francesco Fratta de Tomas Nel castello “di Sotto’ di Strassoldo sono ancora in opera cinque soffitti a pettenelle, cantinelle e cornici - uno al primo piano (A), gli altri al secondo (B, C, D, E) - realizzati in occasione degli interventi di ristrutturazione eseguiti dopo gli incendî del 1509 e del 1513. 1 Per sua stessa natura, infatti, questa tipologia di soffitti poteva essere realizzata solo contestualmente alla costruzione del fabbricato o in occasione di impor- tanti riforme edilizie giacché le pettenelle dipinte dovevano essere poste in opera inserendole fra le travi dall’alto, dopo la posa di queste ultime e prima del soprastante tavolato. La struttura è in linea con quanto prodotto in Friuli tra XV e XVI secolo, costituita da una semplice orditura di travi sorrette da altre di banchina e - ma solo in quelli del secondo piano - da “rompitratta” poste su mensole in pietra. 2 Le cantinelle presentano una decorazione fitomorfa che riprende - semplificandola - la tipologia quattrocentesca a foglie di quercia raccordate da un fiore a cinque petali. Le cornici sono dipinte, nel registro superiore, con un motivo di tipo architettonico compreso tra due linee rosse e costituito dall’alternanza di foglie lisce grigie in primo e secondo piano, con gli apici rivolti verso l’alto; in quello inferiore con un motivo costituito da elementi verticali di colore grigio con margini rilevati bianchi e neri che simulano una modanatura di tipo architettonico a baccelli. Le cornici, inoltre, sono poste lungo tutte e quattro le pareti della stanza, secondo una soluzione che, in Friuli, si registra solamente nei soffitti di palazzo Giacomelli a Udine, e nella sala capitolare del convento di San Giacomo a Polcenigo (Pn). Le pettenelle Le pettenelle sono in legno di abete, dipinte a tempera direttamente sul supporto privo di preparazione, proba- bilmente impermeabilizzato solo tramite la stesura di una mano di colla. Se le pettenelle del secondo piano misurano mediamente 40 x 24 cm - dimensioni che sono in linea con la produzione d’area friulana del periodo - quelle del primo piano, invece, misurano circa 40 x 36 cm. Si tratta di tavolette caratterizzate da una forma quasi quadrata e con dimensioni che sono le maggiori riscon- trate in Friuli. La campitura di fondo è ottenuta alternando il rosso e l’azzurro, secondo una prassi documentata a partire dai primi anni del Cinquecento, in particolare nei cicli che comprendono ritratti, stemmi e decorazioni a grottesche, trofei o vasi ornamentali. Una soluzione che si riscontra non solo in àmbito friulano ma anche in altre aree geografiche, Lombardia 3 e Francia 4 in particolare. L’uso di questi colori aveva lo scopo di far 1 Si veda STRASSOLDO, M., Castello di Strassoldo, Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli storici della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Cassacco (Ud) 1982. 2 Sulle caratteristiche generali dei soffitti lignei dipinti friulani si veda FRATTA DE TOMAS, F., Soffitti lignei dipinti in Friuli tra basso Medioevo e primo Rinascimento, in D’ARCANO GRATTONI, M. (a cura di), Tabulæ Pictæ. Pettenelle e cantinelle a Cividale fra Medioevo e Rinascimento, cat. della mostra (Cividale del Friuli (Ud), Museo di palazzo de Nordis, 13 lug. - 29 set. 2013), Silvana ed., Cinisello Balsamo (Mi) 2013, pp. 95-107. 3 Si vedano, ad esempio, le pettenelle di palazzo Verdelli (CESERANI ERMENTINI, L., Tavolette rinascimentali. Un fenomeno di costume a Crema, Bolis, Crema 1999, p. 133-135); la serie di tavolette del Museo civico di Crema (COLOMBETTI, S., La serie di tavolette da soffitto del Museo civico di Crema, in «Insula Fulcheria», 25, 1995, p. 83) oppure le pettenelle di palazzo Cavalcabò a Viadana (AGLIO, R., I soffitti di Viadana: storie di animali e di iconografie lontane, in «Vitelliana», 8, 2013, p. 17) 4 Si veda BOURIN, M. (a cura di), Images oubliées du Moyen Age. Les plafonds peints du Languedoc-Roussillon, Direction re- gionale des affaires culturelles du Languedoc-Roussillon, Montpellier 2011, p. 25. ___________________ 29 «ALSA. Rivista di storia e cultura della Bassa friulana orientale» n. 5, 2013, pp.