a cavalleria pesante La struttura di base della ca- valleria pesante era costitui- ta dalla “lancia”, una unità di tre uo- mini formata dall’Uomo d’Arme a ca- vallo, da un sergente a cavallo arma- to alla leggera e da un paggio o ser- vitore, anch’esso a cavallo. L’“Homo d’Arme”, figura principale dell’unità, era dotato di un armamen- to offensivo che prevedeva la lancia come arma primaria oltre allo stocco e alle armi da botta, mentre la sua di- fesa era affidata ed un insieme di pez- ze difensive di acciaio denominata ap- punto armatura da “Homo d’Arme”. L’equipaggiamento e l’impiego della cavalleria pesante rimase sostanzial- mente immutato per tutto il Quattro- cento. La cavalleria pesante veneziana, tra Trecento e Quattrocento, era orga- nizzata in “Compagnie di condotta” co- stituite da mercenari assoldati e gui- dati da un condottiero che si poneva al servizio della Repubblica di Vene- zia attraverso la stipula di un contrat- to di prestazione d’opera: la Condot- ta. Con l’inizio del XV sec., in Italia e soprattutto nell’esercito della Sere- nissima, si affermò un prototipo di uni- tà denomina “lancia spezzata”, in al- ternativa alla cavalleria mercenaria. Di fatto l’unica differenza tra le “lan- ce spezzate” e gli Homini d’Arme del- le “Compagnie di condotta” risultava essere l’ingaggio, infatti queste unità venivano reclutate direttamente dallo stato veneziano che provvedeva al- l’organizzazione delle compagnie ed alla nomina dei rispettivi capitani. Si ritiene che queste unità fossero for- mate per lo più da veterani e da per- sone specializzate che si ponevano al servizio della Serenissima per lunghi periodi, contrariamente ai contratti di condotta che duravano invece pochi mesi. La comparsa di queste nuove unità di cavalleria pesante coincise con i primi tentativi di Venezia di crea- re un esercito stabile a difesa dei pos- sedimenti di terraferma ed in grado di condurre campagne militari allo scopo di annettere nuovi territori. Nel 1430 Venezia disponeva di due- cento “lance” di tale categoria che due anni dopo furono affidate al comando di Gianfrancesco Gonzaga, già co- mandante di una “Compagnia di con- dotta”. In questo periodo il reclutamento del- le “lance spezzate” assunse dimen- sioni maggiori, essendo esteso non so- lo alle singole unità ma anche a rag- gruppamenti e compagnie intere che si ponevano al servizio del governo della Serenissima. Durante la guerra in Lombardia, e ne- gli anni successivi, l’utilizzo sempre maggiore di artiglierie ed armi da fuo- co portatili fece aumentare il tasso di mortalità tra i condottieri. Molte com- pagnie, rimaste orfane dei loro co- mandanti, vennero assoldate dalla re- pubblica veneziana che in questo mo- do incrementò il numero dei cavalie- ri pesanti attraverso la formazione di 13 Ars Historiae ottobre/dicembre 2007 L’esercito di Venezia nel XV secolo L di Massimiliano Righini massimiliarighini@tiscali.it A lato: soldati veneziani con un prigioniero. Anonimo (Padova), terzo quarto del XV sec. Immagine in alto: Veneziani e fiorentini, guidati da Francesco Sforza, sconfiggono i milanesi del Piccinino alla battaglia di Anghiari (1440). Dipinto su cassone, scuola di Paolo Uccello.