Cinzia Ferrini FENOMENOLOGIA DELL’OGGETTO NEL PENSIERO SCIENTIFICO MODERNO: L’IDEALISMO DELLA RAGIONE OSSERVATIVA IN HEGEL Sapere filosofico come sapere scientifico: la sostanza e il soggetto Una delle questioni principali della Prefazione alla Fenomenologia hegeliana è senza dubbio l’affermazione che la filosofia possa rag- giungere un sapere effettivo una volta posta nella forma della scienza. Il fine stesso che Hegel si propone è quello di volgere il significato tradizionale della filosofia da amore per il sapere a possesso di esso. Ed affinché la filosofia possa elevarsi al rango di scienza, e venir posta nella forma del sistema di un sapere autenticamente vero (non solo formalmente oggettivo, universale, necessario, ma anche reale e deter- minato), «tutto dipende dall’intendere e dall’esprimere il vero non come sostanza, bensì altrettanto (sondern ebensosehr ) come soggetto» 1 . Sostenere che il vero debba essere inteso ed espresso come «sostanza viva»,vale a dire come essenza oggettiva universale che è altrettanto il movimento di porre se stessa, ciò che si autodetermina senza dipendere da altro (e che non si esaurisce semplicemente nel suo fine conchiuso, bensì comprende anche il processo della sua attuazione), significa per Hegel affermare insieme che il vero è effettuale solo come intero,come risultato che è finalità insieme al proprio divenire, sistema dei propri momenti 2 . È secondo questo senso peculiare che viene attribuito 1. G.W. F. Hegel, «Phänomenologie des Geistes» (d’ora in poi «Phän.»), in Werke in zwanzig Bänden, a c. di E. Moldenhauer, K. M. Michel, Frankfurt a. M. 1983 (d’ora in poi Werke), III, 23; trad. it.: Fenomenologia dello spirito, a c. di E. De Negri, 2 voll., Firenze 1973 (d’ora in poi Fen.), I, cpv. 17, 13. Da notare che la tra- duzione italiana di De Negri accentua, senza riscontri testuali, la valenza sogget- tiva (autodeterminante, come movimento del porre se stesso) del vero rispetto alla sua connotazione sostanziale, scrivendo: «tutto dipende dall’intendere e dall’espri- mere il vero non come sostanza ma altrettanto decisamente (sic) come soggetto». 2. Nella Prefazione alla Fenomenologia, Hegel insiste sul fatto che il fine attuato è movimento («Phän.», 26; Fen., I, cpv. 22, 17), quello dell’essere sostanziale come 269