INTRODUZIONE Nell’ultimo decennio la qualità della vita ha acquisito una sempre maggiore rilevanza come misura di esito sociale e clinico (Katschnig, 1997) dei disturbi mentali. Vi è un ampio consenso sul fatto che il costrutto della qualità della vita è multidimensionale e comprende la percezione che il paziente ha delle relazioni sociali, della propria salute fisica, della capacità di svolgere le attività quotidiane domestiche e lavorative e del proprio benes- sere in generale (Patrick & Erickson, 1988). Mentre le misure di funzionamento si propongono di quantificare la compromissione in modo oggettivo, le misure della qualità della vita valutano la capacità del soggetto di trar- re soddisfazione e piacere da varie attività e richiedono una valutazione soggettiva. La definizione di qualità della vita del Quality of Life Group dell’Organizzazione Mondiale della Sanità come ‘percezione che una persona ha della propria condizione di vita nell’ambito della cul- tura e del sistema di valori in cui vive e in relazione ai propri obiettivi, aspettative, abitudini e preoccupazioni’ (WHOQOL Group, 1999) è quella che meglio enfatizza il fatto che la qualità della vita è intrinsecamente sogget- tiva. I risultati della letteratura suggeriscono che i distur- bi d’ansia sono associati ad una significativa compromis- sione della qualità della vita e del funzionamento. Le per- sone con disturbo ossessivo-compulsivo (Wittchen et al., 1992; Koran et al., 1996), disturbo da attacchi di panico (Hollifield et al., 1997; Candilis et al., 1999; Rubin et al., 2000; Fyer et al., 1996) e disturbo d’ansia sociale (Safren et al., 1996; Wittchen & Beloch, 1996) hanno una qualità di vita significativamente inferiore rispetto alla popola- zione generale. In molti casi, la compromissione della qualità della vita in chi soffre di disturbi d’ansia è pari o superiore a quella rilevata in altre malattie fisiche croni- che (Koran et al., 1996; Spitzer et al., 1995; Sherbourne et al., 1996). Tra gli strumenti disponibili per la valuta- zione della qualità della vita (si veda Quilty et al., 2003 per una rassegna), il Quality of Life Enjoyment and Satisfaction Questionnaire (Endicott et al., 1993) ha rag- giunto una crescente notorietà, testimoniata dal gran numero di pubblicazioni nell’ultimo decennio che ne Epidemiologia e Psichiatria Sociale, 16, 1, 2007 82 P. Rucci et al. Validità ed affidabilità del Quality of Life, Enjoyment and Satisfaction Questionnaire, versione breve Validity and reliability of the Quality of Life, Enjoyment and Satisfaction Questionnaire, Short Form PAOLA RUCCI 1 , ALESSANDRO ROSSI 2 , MAURO MAURI 1 , GIUSEPPE MAINA 3 , FULVIO PIERACCINI 4 , STEFANO PALLANTI 5 , VALERIA CAMILLERI 1 , MARIA SOLE MONTAGNANI 1 , JEAN ENDICOTT 6 PER IL GRUPPO EQUIP 1 Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie, Università di Pisa, Pisa 2 Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università de L’Aquila, L’Aquila 3 Dipartimento di Neuroscienze, Università di Torino, Torino 4 Dipartimento di Neuroscienze, Sezione di Psichiatria, Università di Siena, Siena 5 Dipartimento di Scienze Neurobiologiche e Psichiatriche, Università di Firenze, Firenze 6 Department of Psychiatry, Columbia University, New York Declaration of Interest: Questo studio è stato finanziato da Pfizer Italia s.r.l. nell’ambito del progetto EQUIP. Address for correspondence: Dr. P. Rucci, Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia, Biotecnologie, Via Roma 67, 56100 Pisa. Fax: +39-050-835439 E-mail: rucci.paola@tiscali.it