Between, vol. XI, n. 22 (Novembre/ November 2021) Carmen Van den Bergh, Sarah Bonciarelli, Anne Reverseau (eds.), Literature as Document: Generic Boundaries in 1930s Western Literature Leiden - Boston, Brill Rodopi, 2019, pp. 204 Il volume Literature as document, pubblicato nel 2019 a cura di Car- men Van den Bergh, Sarah Bonciarelli e Anne Reverseau, è il risultato finale di una ricerca ibrida (che prevede cioè più canali per la presenta- zione dei risultati dell’indagine), internazionale e caratterizzata da una lunga durata. Fin dal primo passo, infatti, il convegno sul valore docu- mentario della letteratura (e più in generale sul rapporto tra letteratura e documentazione della realtà) organizzata nel dicembre 2012 e poi con- fluita in una pubblicazione collettiva del 2014 in lingua francese (La li- corne), è stata affiancata da una esposizione sui materiali analizzati al fine di renderli disponibili per un pubblico più ampio. Un ulteriore passo è stata la pubblicazione di due articoli, uno in olandese e uno in italiano (apparso su Arabeschi), affiancato da una galleria virtuale. Que- sta lunga e profonda riflessione è distillata nel volume in lingua inglese del 2019, che a fronte di un tema vasto e complesso, propone un campo di indagine certo e ben delimitato. Per iniziare, l’aspetto temporale: sono presi in considerazioni produzioni letterarie collocabili tra il 1925 e il 1930 (con il 1930 dunque come punto focale), un decennio significativo non solo per romanzi come Gli indifferenti di Moravia e Berlin Alexander- platz di Döblin, ma anche per il ruolo di cinema e fotografia, sempre più centrale nella vita delle persone (spesso con un intento documentario non indifferente), e per gli sconvolgimenti politici ed economici cruciali per le sorti del secolo. In secondo luogo, il libro presenta direttrici di ri- cerca molto precise, che rispondono alle domande: quando e perché un