3.1
La nocicezione
La nocicezione può essere definita come il processo sensitivo in base al quale uno
stimolo lesivo è captato a livello periferico e trasmesso al cervello (Jaume, 2006).
Qui viene riconosciuto e localizzato, potenziato o inibito, e infine memorizzato. Tale
fenomeno si basa sulla presenza all’interno dei tessuti di nocicettori. Questi sensori
costituiti da terminazioni libere di nervi periferici afferenti primari, che sono in
grado di rispondere in modo differenziato agli stimoli nocicettivi, si trovano quasi in
ogni organo. Il dolore è lo stato mentale associato all’attivazione dei circuiti della
nocicezione cosciente (Tiengo, 2006).
Nei nostri organi sono presenti diversi tipi di nocicettori: per esempio cutanei, uni-
modali (se eccitati da stimoli di alta intensità), polimodali (se eccitati da stimoli mec-
canici), termici, chimici, con una soglia elevata e un campo recettoriale ampio, neu-
romuscolari e articolari, eccitabili in parte da una pressione violenta o da una varia-
zione di temperatura, con campi recettoriali ristretti, viscerali (Beltrutti e Lamberto,
1997). Prima di essere decodificate e interpretate in modo cosciente nei centri supe-
riori, le informazioni nocicettive sono modulate da diversi meccanismi. Da un punto
di vista fisiologico, il dolore è un fenomeno caratterizzato da un sistema di comuni-
cazione di natura biologica composto di tre fasi (Ercolani e Pasquini, 2007):
- trasduzione: ricezione del segnale e trasformazione dello stimolo algico (mecca-
nico, termico, chimico) in impulsi elettrici;
- trasmissione: trasferimento degli impulsi elettrici verso il cervello;
- modulazione: stadio di controllo, inibizione o amplificazione dell’informazione
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Aspetti fisiologici del dolore
D. Rovaris, S. Cugno,V. Forni, P. Cuzziol, E. Molinari, G. Castelnuovo
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D. Rovaris ()
Cooperativa Sociale Calypso ONLUS, Milano
Psicologia clinica del dolore. Enrico Molinari, Gianluca Castelnuovo (a cura di)
© Springer-Verlag Italia 2010
I mali, se affliggono duramente, affliggono per poco,
altrimenti se lo fanno a lungo
vuol dire che si possono sopportare.
Epicuro