La pascalina e la sua versione digitale con Cabri Elem nelle classi francesi Michela Maschietto 1 , Sophie Soury-Lavergne 2 1 Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, Università di Modena e Reggio Emilia, michela.maschietto@unimore.it 2 EducTICE – S2HEP, Institut Français de l’Éducation – École Normale Supérieure di Lione, sophie.soury-lavergne@ens-lyon.fr L’uso di oggetti manipolabili (indicati con il termine manipulative) nell’educazione matematica è molto diffuso, soprattutto nella scuola primaria. Possiamo individuare vari tipi di oggetti tra quelli usati nella didattica della matematica. Una prima distinzione riguarda le origini di tali manipolativi: alcuni sono più o meno legati alla storia della mate- matica – come le macchine matematiche, altri sono stati costruiti per scopi didattici. Una seconda distinzione riguarda la loro natura: vi sono manipolativi artefatti fsici e manipolativi virtuali, defniti da Moyer come an interactive, Web-based, visual representation of a dynamic object that presents opportunities for constructing mathematical knowledge”. I lavori di ricerca in didattica della matematica spesso si sono foca- lizzati sulla manipolazione di un solo tipo di artefatto, sia questo fsico o digitale; accade altrettanto spesso che si propongano realizzazioni in- formatiche di artefatti fsici, ad esempio, in internet si possono trovare diverse proposte di abaci virtuali. Tuttavia, ci sono pochi studi in didattica della matematica che analizzano l’articolazione tra artefatti fsici e digitali, anche se la questione è presente nel dibattito internazionale. In questo articolo si presenta un lavoro di ricerca-azione nella scuola