Roberto Mordacci * LA BIOETICA OLTRE L’UTILITARISMO 1. Utilitarismo e bioetica La riflessione utilitarista ha offerto alcuni contributi determinanti per la stessa nascita della bioetica. Al di là delle dispute sull’origine del termine “bioetica”, l’articolo di Michael Tooley, Abortion and In- fanticide 1 , pubblicato nel 1972, diede un impulso decisivo a un modo di argomentare – rigoroso e radicale – che ha poi caratterizzato co- stantemente il dibattito bioetico in tutto il mondo. È significativo, inoltre, che l’altro articolo seminale del dibattito bioetico, ovvero A Defense of Abortion di Judith Jarvis Thomson 2 , pubblicato l’anno pre- cedente, giunga a conclusioni simili sul tema che è stato sicuramente la madre di tutte le battaglie bioetiche, ma partendo da premesse mol- to diverse. Thomson, infatti, argomenta a favore della liceità dell’a- borto sulla base del diritto della donna a disporre liberamente del proprio corpo, secondo un’interpretazione liberale dei diritti (come espressione di auto-appartenenza del corpo all’individuo). Tooley, al contrario, mira a smontare l’attribuzione del diritto alla vita del feto, negando che quest’ultimo abbia le caratteristiche necessarie per l’at- tribuzione di un diritto, ovvero che abbia «un concetto di sé come soggetto continuo nel tempo di esperienze e di altri stati mentali, e creda di essere una tale entità continua nel tempo» 3 . Il fatto che Too- * Professore di Filosofia morale, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano. 1 M. TOOLEY , Abortion and Infanticide, «Philosophy and Public Affairs», 2 (1972), n. 1, pp. 37-65. 2 J.J. THOMSON, A Defense of Abortion, «Philosophy and Public Affairs», 1 (1971), n. 1, pp. 47-66. 3 M. TOOLEY , Abortion and Infanticide, cit., p. 33. 08 IMP Mordacci_Layout 1 19/07/21 14:30 Pagina 1