317 Giornale Italiano di Ecografia 2004; 7(4): 317-322 Scopo. Verificare le capacità dell’indagine eco-contrastografica impiegando la modalità continua dopo somministrazione di mezzo di contrasto di seconda generazione nella caratterizzazione di lesioni epatiche di riscontro occasionale e di lesioni nodulari ad insorgenza su fegato cirrotico. Materiali e metodi. Sono stati studiati con esame eco-contrastografico 49 pazienti non affetti né da patologia neoplastica né da epatopatia cronica con lesioni focali epatiche di riscontro occasionale (63 lesioni di tipo solido, con diametro massimo tra 1.2 e 11.5 cm) e 31 pazienti cirrotici portatori di lesioni nodulari già diagnosticate come epatocarcinomi (72 lesioni con diametro massimo compreso tra 1.2 e 7.5 cm). Il primo gruppo di pazienti è stato successivamente sottoposto ad esame RM, TC spirale, entrambe o a prelievo bioptico eco-guidato, mentre il secondo gruppo di pazienti è stato successivamente sottoposto ad esame TC spirale. Risultati. Nel primo gruppo di pazienti la corretta caratterizzazione eco-contrastografica è stata ottenuta in 48 delle 63 delle lesioni focali epatiche studiate (76%). Nel secondo gruppo di pazienti, lo studio eco-contrastografico ha mostrato enhancement durante la fase arteriosa in 61 delle 66 lesioni risultate ipervascolari alla TC (92.4%). Viceversa, lo studio eco-contrastografico non ha mostrato nessun enhancement in fase arteriosa nelle rimanenti 6 lesioni classificate come ipovascolari. Conclusioni. L’indagine eco-contrastografica, impiegando la modalità continua dopo somministrazione di mezzo di contrasto di seconda generazione, migliora le capacità diagnostiche dell’indagine ecografica nella caratterizzazione delle lesioni epatiche di riscontro occasionale e di lesioni nodulari ad insorgenza su fegato cirrotico. Role of contrast-enhanced sonography in characterizing focal hepatic lesions Aim. To evaluate the diagnostic accuracy of real-time ultrasonography (US) following administration of a second generation contrast agent in the characterization of focal hepatic lesions found by chance and nodular lesions arising in cirrhotic livers. Materials and methods. Contrast-enhanced US was performed on focal hepatic lesions in two groups of patients. Group 1 consisted in 49 patients with no evidence of neoplastic disease or chronic liver disease. All of the hepatic lesions in this group (63 solid focal lesions with maximum diameters ran- ging from 1.2 to 11.5 cm) had been discovered by chance. Group 2 included 31 cirrhotic patients with hepatic nodules already diagnosed as hepatocellular carcinoma (72 lesions with maximum diameters ranging from 1.2 to 7.5 cm). Group 1 patients were subsequently examined with magnetic resonance, spiral CT, both or US-guided biopsy, while group 2 patients were subjected to spiral CT. Results. In group 1, contrast-enhanced sonography correctly characterized 48/63 (76%) focal liver lesions examined. In the second group, 61 (92.4%) of the 66 lesions found to be hypervascular on CT displayed contrast enhancement during the arterial phase of the sonographic examination. No arterial enhancement was noted in the other six lesions, which were found to be hypovascular on CT. Conclusions. Contrast-enhanced sonography performed in real time after administration of a second-generation contrast agent improves the diagnostic accuracy of US in identifying hepatic lesions discovered incidentally and nodular lesions arising within cirrhotic livers. Ruolo dell’eco-contrastografia nella caratterizzazione delle lesioni focali epatiche D. Cioni, J. Lera, C. della Pina, E. Remoli, R. Lencioni Divisione di Radiologia Diagnostica ed Interventistica - Dipartimento di Oncologia, dei Trapianti e delle Nuove Tecnologie in Medicina - Università di Pisa - Pisa, Italia Parole chiave: Eco-contrasto- grafia; Mezzi di contrasto; Lesioni focali epatiche; Lesioni epatiche di riscontro occasionale; Cirrosi epatica Key words: Contrast- enhanced ultrasonography; Contrast medium; Focal hepatic lesions; Incidental hepatic lesions; Hepatic cirrhosis Introduzione L’ecografia convenzionale è diffusamente considerata l’indagine di prima istanza nella valutazione della patologia epatica. Tuttavia sono stati dimostrati i limiti che tale metodica presenta nella detezione e, soprattutto, nella caratterizzazione delle lesioni epatiche. L’introduzione delle tecni- che color e power Doppler non ha portato a significativi miglioramenti nella capacità detettiva dell’indagine ecografica, ma, for- nendo informazioni sulla vascolarizzazione, ha comunque conferito alla metodica stessa una maggiore sensibilità e specificità nella caratterizzazione delle lesioni epatiche. Nonostante ciò la capacità di differenziare le varie lesioni epatiche rimane ancora bassa, soprattutto se confrontata con quella di tomografia computerizzata (TC) e riso- nanza magnetica (RM). L’individuazione di una lesione epatica in corso di esame eco- grafico crea, pertanto, significativi dilemmi diagnostici con inevitabili ripercussioni sulla gestione del paziente. Recentemente l’introduzione dei mezzi di contrasto ecografici di seconda generazione e lo sviluppo di tecniche ecografiche con- trasto-specifiche, che sfruttano le proprietà non lineari di tale categoria di mezzi di contrasto, ha aperto nuove prospettive nel rilevamento e nella caratterizzazione delle