1 Penultimate draft of a paper published in Paradigmi. Rivista di critica filosofica, ISSN 1120-3404, anno XXIX, n. 3, settembre-dicembre 2011, FILOSOFIA DELLA MATEMATICA (a cura di Carlo Cellucci), pp. 59-72. Matematica e retorica Cesare Cozzo * La contrapposizione fra matematica e retorica è antica: risale almeno a Platone. Ed è attuale. Si pensi alle critiche rivolte da Lucio Russo (2000, 2004) agli stili pedagogici che prevalgono nella scuola italiana. Russo (2004, p. 124) avanza il sospetto «che la trasformazione della didattica della matematica abbia contribuito a quel generale abbassamento delle capacità argomentative che si verifica confrontando dibattiti televisivi o parlamentari con gli analoghi di quarant’anni fa. […] mentre le dimostrazioni stanno sparendo da quasi tutti i curricoli scolastici, la retorica è di gran moda, anche se non viene più chiamata con il termine antico, preferendosi l’espressione “scienza delle comunicazioni”». Senza entrare in questioni pedagogiche, come dovremmo intendere oggi il rapporto fra matematica e retorica? Secondo Russo nella scuola si fa prevalere la retorica «eliminando le argomentazioni razionali e privilegiando le tecniche capaci di generare emozioni o associazioni di idee utili nei messaggi pubblicitari e, più in generale, nelle tecniche di persuasione». Nelle parole di Russo risalta una contrapposizione: la dimostrazione matematica esemplifica un rigore razionale opposto all’efficacia retorica, che razionale non è. Questa tesi sulle opposte caratteristiche delle argomentazioni retoriche e matematiche attraversa la storia del pensiero fin dal Gorgia (450e-454e) di Platone, probabilmente il testo più antico giunto fino a noi in cui ricorra * Cesare Cozzo, Dipartimento di Filosofia. cesare.cozzo@uniroma1.it.