Introduzione Gli errori connessi all’uso dei farmaci rappresentano un argomento estremamente popo- lare nell’ambito della letteratura medica, trattandosi, di fatto, di una delle categorie di errori più comunemente commessi nell’esercizio della professione. L’Institute of Medici- ne stima che, nei soli ospedali, gli errori prevenibili nell’uso dei farmaci causino più di 7.000 morti l’anno [1]. Dallo Harvard Medical Practice Study [2], le reazioni avverse da farmaci (Adverse Drug Reactions, ADR) emergono come la più comune singola causa di danno per i pazienti ospedalizzati, valutata nell’ordine del 19% di tutte le lesioni iatro- gene. Da uno studio condotto nel Regno Unito più della metà degli eventi registrati ri- sulta dovuta a errori legati all’uso dei farmaci e a una gestione clinica in reparto non cor- retta [3]. Uno studio [4] ha riportato che, in un ospedale universitario, circa il 30% dei danni subiti dai pazienti durante il ricovero in ospedale era stato provocato da ADR pre- Giornale Italiano di Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione 2008;1(3):11-30 © 2008 Elsevier Srl RASSEGNA Le potenziali interazioni tra farmaci: un indicatore di appropriatezza prescrittiva Elena Tragni 1 *, Maria Albrecht 1 , Giampiero Favato 2 , Vasco Pieri 1 , Alberico Marcobelli 3 , Maria G. Trotta 4 , Alberico L. Catapano 1 1 SEFAP, Centro Interuniversitario di Epidemiologia e Farmacologia Preventiva, Università degli Studi di Milano 2 School of Projects, Processes and Systems, Henley Management College, UK 3 ASSR Marche 4 ASSR Basilicata Sommario PREMESSE Con i termini “interazione tra farmaci” (DDI) si definisce, generalmente, il fenomeno che si verifica quando gli effetti, terapeutici o tossici, di un farmaco sono modificati dalla prece- dente o concomitante assunzione di altri agenti farmacologicamente attivi. Nella pratica clinica esso riveste, da un punto di vista epidemiologico, una grande rilevanza; è stato infatti stimato che il 6-30% di tutte le reazioni avverse sia causato da un’interazione tra farmaci. Le DDI rap- presentano un indicatore fondamentale di un atteggiamento prescrittivo non appropriato. SCOPO DELLO STUDIO Dopo una descrizione delle caratteristiche farmacocinetiche, farmacodinami- che ed epidemiologiche delle DDI e dei fattori di rischio che le determinano, vengono illustrati i risultati di uno studio di farmacoutilizzazione condotto dal SEFAP, che ha impiegato i dati rica- vati dai database dei servizi farmaceutici delle ASSR Marche e Basilicata. Lo studio è stato rea- lizzato svolgendo due differenti tipi di analisi: (A) analisi per coppie predeterminate (warfarin-le- votiroxina, warfarin-itraconazolo, simvastatina-gemfibrozil, simvastatina-claritromicina, atenololo- verapamil) con valutazione della prevalenza delle prescrizioni concorrenti, concomitanti e con- temporanee a uno stesso paziente dei due farmaci della coppia potenzialmente interagente, nel periodo 1° gennaio 2004-31 agosto 2005; (B) analisi della prevalenza di prescrizioni concorren- ti, concomitanti e contemporanee, relativa all’anno 2004, di farmaci potenzialmente interagenti in una coorte di pazienti in trattamento cronico (warfarin, simvastatina, enalapril). RISULTATI I dati ottenuti evidenziano una frequenza non trascurabile delle potenziali interazioni tra farmaci, soprattutto negli anziani, sebbene le caratteristiche dello studio non permettano di sti- mare la reale incidenza di reazioni avverse eventualmente conseguenti alle prescrizioni. PAROLE CHIAVE Interazioni tra farmaci Appropriatezza prescrittiva Farmacoutilizzazione Database amministrativi * Corrispondenza: Elena Tragni, SEFAP, Dipartimento di Scienze Farmacologiche, via Balzaretti 9, 20133 Milano, e-mail: elena.tragni@unimi.it