Journal Article LA COSCIENZA: MACCHINA “PENSANTE” MICROCOSMO? Rita Casadio Divus Thomas Vol. 113, No. 2, L'uomo e i saperi (2010 - maggio/agosto), pp. 74-93 Published by: Edizioni Studio Domenicano https://www.jstor.org/stable/45076268 La coscienza: “macchina” pensante o microcosmo? Rita Casadio* Abstract La coscienza può essere considerata una macchinapensante? La prospettiva funzionalista sostiene che gli stati mentali siano stati computazionali e questa prospettiva è alla base di tutta una serie di ipotesi nell’ambito delle neuroscienze cognitive, dove il connubio tra scienza e filosofia porta ad una visione radicalmente meccanicista della mente. Il quid dell’uomo è nel/il suo cervello, centrale di elaborazione di attività mentali che sono analizzate dalla corrente filosofia della mente alla luce del paradigma evolutivo per concludere che il sistema inventa, interagendo con l’ambiente, coscienza, libertà e fede. I limiti di questo approccio filosofico sono qui analizzati utilizzando i rigorosi paradigmi che sono alla base della ricerca scientifica. Ne consegue che le premesse di quella corrente visione filosofica della mente che parte dall’identità mente-cervello trascurano il fatto che i risultati attualmente noti nelle neuroscienze sono “in fieri” e ben lungi da costituire la base certa di qualsiasi teoria che possa essere considerata tale in ambito scientifico. La scienza riconoscendo il proprio rigore metodologico riconosce i propri limiti. Al contrario, certa riflessione filosofica, muovendo da risposte scientifiche parziali, logicamente giunge a conclusioni vincolate al mero orizzonte meccanicistico. Compito della filosofia è quello di trascendere i limiti della ricerca scientifica e volgere alla ricerca di fondamento e senso che, a meno di atteggiamenti fideistici riscontrabili in vari testi pubblicati sull’argomento, difficilmente possono derivare da una prospettiva scientifica in continuo divenire. Proprio in questo, certa filosofia della mente oggi trova i suoi limiti quando fonda libertà e morale unicamente nel modello evolutivo del cervello della nostra specie e non considera che la coscienza individuale è un microcosmo dove intelletto, razionalità, emotività, inventiva e libertà fanno di ogni uomo una persona unica, singolare e irripetibile. *Professore di Bioinformatica/Biofisica presso l’Università degli Studi di Bologna, Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche Naturali, Bologna