Coordinamento e governo dei dati nel pluralismo amministrativo BENEDETTO PONTI * SOMMARIO: 1. Le esigenze di coerenza e consistenza informativa nel sistema pluralistico dise- gnato dal Titolo V della Costituzione – 2. I rischi di frammentazione informativa dell’as- setto pluralistico – 3. La funzione di coordinamento dei dati e le sue declinazioni – 3.1 Il coordinamento dei dati come regolamentazione di natura tecnica – 3.2 Il coordinamento dei dati come potere di individuare quali informazioni sottoporre ad un determinato trattamen- to – 4. La leale collaborazione nell’esercizio della funzione di coordinamento 1. LE ESIGENZE DI COERENZA E CONSISTENZA INFORMATIVA NEL SISTEMA PLURALISTICO DISEGNATO DAL TITOLO V DELLA COSTITUZIONE Il superamento del modello tendenzialmente “gerarchico” di relazione tra i diversi livelli di governo, che costituisce il tratto saliente dell’assetto (quan- tomeno) prefigurato dal rinnovato Titolo V della II Parte della Costituzione, ha costretto ad una riconsiderazione complessiva (per altro, non ancora del tutto compiuta) delle logiche che reggono le relazioni tra i governi statale, regionali e locali, insieme ai modi, agli strumenti e alle sedi in cui tali relazioni vengono gestite. La (anche solo tendenziale) paritarietà tra le diverse artico- lazioni territoriali di governo, che (tutte insieme) compongono la Repubblica, ha accentuato il rilievo politico/istituzionale delle scelte in ordi- ne all’allocazione, al finanziamento ed alla gestione dei compiti amministra- tivi. Ma, allo stesso tempo, tali scelte sono soggette ad un (potenziale) sin- dacato di costituzionalità più penetrante che in passato, sia quanto al riparto di disciplina delle funzioni amministrative, sia quanto alla loro allocazione 1 . In tale contesto, acquista una centralità del tutto nuova la effettiva dispo- nibilità di un sistema di informazioni delle amministrazioni pubbliche (e, in * L’Autore è dottore di ricerca in Diritto pubblico e ricercatore a contratto presso il Dipartimento istituzioni e società dell’Università di Perugia. 1 Sebbene fin qui la Corte lo abbia adoperato soprattutto per giustificare la assegnazione di competenza allo Stato, a partire dalla notissima C. Cost. n. 303 del 2003, cionondimeno è del tutto evidente quanto il principio di sussidiarietà sia suscettibile di attivare un sindacato più incisivo sulle scelte di allocazione delle funzioni amministrative. Per una analisi della giu- risprudenza costituzionale sull’attuazione del Titolo V, si v. A. PIOGGIA, L. V ANDELLI (a cura di), La Repubblica delle autonomie nella giurisprudenza costituzionale, Bologna, Il Mulino, 2006. Informatica e diritto, XXXIV annata, Vol. XVII, 2008, n. 1-2, pp. 423-433