286 La morte in croce di Gesù epifania divina del mistero del Logos fatto carne (Origene, Commentariorum Series in Matthaeum, 138-140)* di Lorenzo Perrone In ricordo di don Antonio Balletto testimone fedele e appassionato del Logos fatto carne Premessa: abbassamento e innalzamento del Crocifisso I temi sviluppati da Origene nelle Series in Matthaeum 138-140, alla luce del testo evangelico commentato (la sezione che va da Mt 27,50 a 27,54), sono in stretto rapporto con le Series precedenti, delle quali esse riprendono diversi motivi già introdotti dall’autore nell’esaminare il racconto della Passione nel primo vangelo 1 . In particolare, notiamo due aspetti su cui l’Alessandrino torna nuovamente a soffermarsi: da un lato, la vox, il ‘grido’ di Gesù sulla croce, oggetto di una prima spiegazione in CMtS 135, in relazione al passo di Mt 27,46, e riproposto al commentatore da Mt 27,50, dove troviamo l’identica espressione «a gran voce» ( !"#$ %&'()*), per indicare il secondo ed ultimo ‘grido’ del Salvatore; dall’altro, i signa, le manifestazioni straordinarie che accompagnano l’epilogo della crocifissione – un motivo emerso fin da CMtS 134, con le riflessioni sulle ‘tenebre’ che avvolgono la terra dall’ora sesta all’ora nona (Mt 27,45) – e che adesso s’intensificano al punto da configurarsi ormai come preannuncio della resurrezione (Mt 27,53). * Relazione tenuta in occasione della «XII Lettura di Origene: il racconto della passione nel Commento a Matteo di Origene» (Roma, 12 maggio 2008). 1 CMtS 138 è dedicata a Mt 27, 50 (+ ,- ./0123 4()5# 67(893 !"#$ %&'()* :!;6&# <= 4#&2%9) e a 27,51a (69> ?,12 <= 69<94@<90%9 <12 #912 A0BC0D/ :4E F#"D&# G"3 6(<" &?3 ,H1), mentre CMtS 139 analizza Mt 27, 51b-53 (suddividendolo tendenzialmente così: 51b 69> I '; A0&C0D/ 51c 69> 9J 4@<795 A0BC0D/09#, 52a 69> <K %#/%&L9 :#&MBD/09# 52b 69> 41))K 0N%9<9 <O# 6&615%&%@#"# P'C"# Q'@7D/09#, 53a 69> A8&)DR#<&3 A6 <O# %#/%&C"# %&<K <S# T'&705# 9U<12 &?0;)D1# &?3 <S# P'C9# 4R)5# 53b 69> A!9#C0D/09# 41))1L3). Infine, CMtS 140 tratta interamente Mt 27, 54 (+ ,- V69<R#<97B13 69> 1J %&<E 9U<12 </712#<&3 <=# ./012# ?,R#<&3 <=# 0&50%=# 69> <K '&#R%	 A!1WXD/09# 0!R,79, )@'1#<&3· :)/DO3 D&12 YJ=3 1Z<13). La più estesa delle tre Series è CMtS 138 (pp. 282-286), mentre le altre due sono di ampiezza pressoché eguale (CMtS 139: pp. 286-289; CMtS 140: pp. 289-292). Se Mt 27,50 è citato solo in queste Series (e precisamente in CMtS 138-139, ma è alluso anche in CMtS 135), Mt 27,51-52 ricorre già in CMtS 134. In generale, i riferimenti a questi vv. nel testo tramandatoci del Commento a Matteo sono quasi inesistenti: in CMt XII,43 troviamo la menzione di Mt 27,52-53, mentre in CMt XI, 7 (sull’espressione di Mt 14, 33: :)/DO3 D&12 YJ=3 &[) il parallelo con Mt 27,54 (opportunamente rilevato da M.I. Danieli nel commento ad hoc: Origene. Commento al Vangelo di Matteo/1 [Libri X-XII], Intr. e note di M.I. DANIELI, trad. di R. SCOGNAMIGLIO, Roma 1998, 197 n. 29; cf. adesso Origene. Commento al Vangelo di Matteo/1. Libri X e XI, a cura di G. BENDINELLI, trad. di R. SCOGNAMIGLIO, note di M.I. DANIELI, Roma 2008, 223 n. 17 [di seguito darò i riferimenti a questa edizione fra parentesi quadre]) non è addotto espressamente dall’autore (cf. anche infra n. 57).