[Monaldi Archives for Chest Disease Cardiac Series 2015; 84:749] [page 21] pime pime pime pime pime EDITRICE Monaldi Archives for Chest Disease Cardiac Series 2015; volume 84:749 Abstract In the elderly, and particular in the very elderly, the prognostic role of hypercholesterolemia is uncertain and data from scientific literature there are somewhat conflicting. In some studies, the relation between high levels of cholesterol and cardiovascular events, strongly demon- strated for younger subjects, has been confirmed also in the elderly, whereas in other studies a relation between low cholesterol levels and higher mortality risk has been described, particularly in the very el- derly. Furthermore, uncertainties regarding hypercholesterolemia treatment have been raised both in secondary and particularly in pri- mary prevention settings, because elderly subjects have been excluded from most randomized clinical trials. In this article are discussed the prognostic role of hypercholesterolemia and the impact of its reduction are discussed. Riassunto Nella popolazione anziana, e soprattutto in quella molto anziana, il ruolo prognostico dell’ipercolesterolemia non è così chiaro e i dati della letteratura sono contraddittori. Se, infatti, in alcuni studi è stata confermata l’associazione tra ipercolesterolemia ed aumentato rischio di eventi cardiovascolari, ampiamente descritta per soggetti più gio- vani, altri studi hanno messo in evidenza, soprattutto per i soggetti più anziani, un’associazione fra bassi livelli di colesterolo e aumentata mortalità. Vi sono anche incertezze relative all’effetto prognostico del trattamento dell’ipercolesterolemia sia in prevenzione secondaria che, soprattutto in prevenzione primaria, poiché pazienti anziani e molto anziani sono stati frequentemente esclusi dai trial clinici. In questo articolo vengono quindi discusse le evidenze sul ruolo progno- stico dell’ipercolesterolemia e sull’effetto della sua riduzione in am- bito di prevenzione sia primaria che secondaria nel paziente anziano e molto anziano. Introduzione Nella popolazione anziana, e soprattutto in quella molto anziana, il ruolo prognostico dell’ipercolesterolemia non è così chiaro e i dati della letteratura sono contraddittori. Esistono incertezze anche sull’effetto prognostico del trattamento dell’ipercolesterolemia sia in prevenzione secondaria che, soprattutto, in prevenzione primaria poiché pazienti anziani e molto anziani sono stati frequentemente esclusi dai trial cli- nici e sono poco rappresentati anche in contesti di mondo reale come, ad esempio, in studi clinici osservazionali o in registri amministrativi, poiché gli anziani sono abitualmene sottotrattati rispetto ai pazienti più giovani. In questo articolo vengono quindi discusse le evidenze sul ruolo prognostico dell’ipercolesterolemia e sull’effetto prognostico della sua riduzione in prevenzione sia primaria che secondaria nel paziente anziano e molto anziano. Ruolo prognostico dell’ipercolesterolemia nell’anziano Nella popolazione più anziana, il ruolo prognostico dell’ipercoleste- rolemia non è così chiaro e i dati della letteratura sono contraddittori. Nella metanalisi del Prospective Trial Collaboration [1], che ha preso in considerazione 61 studi prospettici, veniva confermato il ruolo pro- gnostico negativo del colesterolo totale sulla mortalità da cardiopatia ischemica, seppur con una riduzione dell’entità del rischio associato, anche fino alla fascia di età 80-89 anni, nella quale comunque una ri- duzione di 1 mmol/l (~40 mg/dl) di colesterolo totale si associava ad una riduzione del 15% di mortalità da cardiopatia ischemica. Altri studi epidemiologici hanno dato risultati molto diversi. Lo studio EPESE (Established Populations for Epidemiologic Studies of the Elderly) non ha confermato la relazione fra elevati livelli di colesterolo e aumento di rischio di eventi cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause in sog- getti di età superiore a 70 anni [2]. L’Honolulu Heart Program [3], che ha valutato in oltre tremila anziani (71-93 aa) americani di origine giapponese la relazione fra livelli di colesterolo totale e mortalità per tutte le cause, non solo non ha confermato questa relazione ma, addi- rittura, ha concluso che il gruppo a maggiore rischio era quello con li- Colesterolo: fino a che età “the lower the better”? Cholesterol: up to what age ‘the lower the better’? Niccolò Marchionni, Francesco Orso Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze, e Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze, Italy Corresponding author: Prof. Niccolò Marchionni, Via delle Oblate 4, 50141 Firenze, Italy. E- mail: niccolo.marchionni@unifi.it Key words: Hypercholesterolemia; LDL cholesterol; statins; cardiovascular disease; mortality. Parole chiave: Ipercolesteromia; colesterolo LDL; statine; malattie cardiovascolari; mortalità. Received for publication: 30 April 2016 Accepted for publication: 9 June 2016 ©Copyright N. Marchionni and F. Orso, 2015 Tipografia PI-ME Editrice, Italy Monaldi Archives for Chest Disease Cardiac Series 2015; 84:749 doi: 10.4081/monaldi.2015.749 This article is distributed under the terms of the Creative Commons Attribution Noncommercial License (by-nc 4.0) which permits any noncommercial use, distribution, and reproduction in any medium, provided the original author(s) and source are credited. Non commercial use only