Sul contenuto geometrico e proiettivo delle carte-portolano del XVI secolo Caterina Balletti e-mail: balletti@iuav.it DIIAR Dipartimento di Ingegneria Idraulica, Ambientale e del Rilevamento Sezione Rilevamento - Politecnico di Milano - P.zza Leonardo da Vinci 32 – 20133 Milano La ricerca di un eventuale proprietà proiettiva nascosta nelle carte nautiche del tardo medioevo e del primo Rinascimento è un argomento spesso trattato in letteratura. Contrariamente alla diffusa convinzione che siano carte prive di sistema di proiezione, alcuni autori hanno trattato il problema soprattutto da un punto di vista teorico-intuitivo, nel tentativo di comprendere la natura proiettiva di queste affascinanti carte, ma senza poter arrivare alla definizione di una loro proiezione precisa. In questi studi la spinta verso la ricerca di una origine proiettiva alla base delle carte-portolano è data da una considerazione: la straordinaria precisione nel descrivere le linee di costa. A tale considerazione bisogna affiancarne un’altra, probabilmente ancor più significativa: l’utilità pratica di queste carte, e quindi la necessità che rispondessero a certi requisiti fondamentali per la navigazione. Lo studio svolto si riferisce alla valutazione dell’esistenza di un sistema proiettivo nelle carte- portolano, per constatare quantitativamente la precisione con cui venivano redatte. Il metodi di ricerca adottati consistono nel confronto analitico tra la carta antica e alcune carte in proiezione nota. Tale confronto, tra la carta di riferimento con la carta storica, avviene attraverso il calcolo delle differenze tra le coordinate osservate e quelle calcolate di punti corrispondenti. I metodi sono stati testati su alcune carte nautiche del periodo in esame provenienti da scuole di produzione differenti e oggi conservate al Museo Correr di Venezia, che ne ha concesso la riproduzione. La premessa alla ricerca svolta e qui presentata è stata fornita dallo studio indirizzato a cogliere le possibili corrispondenze tra il sistema delle rose tracciato su un foglio rappresentante il Mar Egeo di un atlante manoscritto della collezione del Museo Correr di Venezia, recentemente attribuito al cartografo Antonio da Milo, e il reticolato geografico formato da meridiani e paralleli di una cartografia attuale di riferimento in proiezione conica conforme (C. Boutoura, 2000). Il confronto ha portato ad un primo significativo risultato: rispetto all’area interna alla costellazione circolare di rose, si riconosce un reticolato corrispondente a quello di meridiani e paralleli della carta di riferimento ossia che i centri delle 16 rose perimetriche a 32 venti sono collocati su precisi nodi del reticolato geografico del portolano. Posizionando questi 16 centri sui rispettivi nodi della carta di riferimento, si riconferma la posizione circolare, in analogia a quella del portolano. I dati ottenuti hanno riportato quindi l’attenzione su una possibile proiezione invisibile alla base della redazione delle carte nautiche, o comunque la consapevolezza del cartografo di dare una rappresentazione cartografica geometricamente corretta. Metodi di surface fitting per l’identificazione di un sistema proiettivo nei portolani La valutazione dell’esistenza di un sistema proiettivo nelle carte-portolano permette di constatare quantitativamente la precisione con cui venivano redatte. Il fatto che queste carte siano prive di un reticolato geografico evidente non implica necessariamente l’assenza di una proiezione. Il Tobler ( W. R. Tobler, 1966) esprime una importante considerazione: probabilmente la proiezione nascosta da cercare non è una di quelle a noi note. Come si è potuto vedere dai risultati ottenuti, le