76 CIL 176 SPECIALE N el quarto decennio del Cinquecento, An- tonio da Sangallo il Giovane ha disegnato il modello di questa procedura costrut- tiva e l’ha utilizzata in importanti opere. Questo ar- ticolo vuole mettere a fuoco i principi e le regole che stavano alla base di una tecnica allora tanto efficiente quanto poi dimenticata e misconosciuta: ed è proprio a partire da alcune opere dei Sangallo che siamo partiti per meglio comprenderla. Seb- bene questa tecnologia venne abbandonata, oggi essa potrebbe tornare di grande attualità e per- sino innovativa dal punto di vista della sostenibilità. Il ridisegno tridimensionale delle orditure dei la- terizi di queste strutture spesso nascoste sotto gli intonaci, apre un campo di studi in gran parte inedito. A differenza delle canoniche rappresen- tazioni prospettiche o assonometriche, grazie ai moderni programmi di modellazione in 3D è pos- sibile analizzare le condizioni di equilibrio legate a condizioni di reciprocità e di continguità tra i singoli elementi di laterizio che garantiscono la staticità di queste coperture voltate in condizioni di sem- plici sforzi di compressione e dei loro carichi. Ci troviamo davanti a un problema e a una tecnolo- gia antica ma carica di suggestioni per lo sviluppo di applicazioni future. La tradizione brunelleschiana L’ingegnoso metodo brunelleschiano per voltare le cupole senza utilizzo di casseri, diffusosi in To- scana e nell’Italia Centrale con le opere dei San- gallo, può oggi tornare al centro dell’interesse dei progettisti proprio nella prospettiva di quella au- spicabile innovazione che sempre più trova le ra- KEYWORDS Spinapesce Modello tridimensionale Linee lossodromiche Legame dei mattoni Costruzione senza cassaforma Antonio da Sangallo il Giovane Herringbone Three-dimensional grip Loxodromic layers Reciprocal bricks bond Building without formwork Antonio da Sangallo il Giovane Il dispositivo a spinapesce: attualità e futuro della tecnologia costruttiva brunelleschiana La letteratura su Brunelleschi ha tramandato una tecnica per la posa di mattoni a ‘spinapesce’ utilizzata per costruire cupole a volta autoportanti senza ricorrere a telai o casseforme di supporto. Lungo quasi due secoli la tradizione costruttiva fiorentina ha perfezionato e utilizzato ampiamente questa tecnologia Attilio Pizzigoni Professore Architetto, Università di Bergamo Vittorio Paris Ph.D. student, DISA Università di Bergamo The Herringbone: actuality and future of a construction technology disappearance. A he Brunelleschi’s literature has handed down to us a technique for laying ‘spinapesce’ bricks which has been used in Renaissance to build self- supporting vaulted domes without resorting to supporting frames or formworks. For almost two centuries, this Florentine technology has been to create vaulted structures without the use of supporting reinforcements and provisional ribs. Antonio da Sangallo il Giovane in the fourth decade of the Sixteenth Century draws the model of this building procedure. This article wants to focus on the principles and rules of the methodology that is starting from some works of the Sangallo that we started to better understand.If this technology was abandoned perhaps due to the greater efficiency of wooden truss constructions, today it could be very topical and even innovative.The three-dimensional redesign of the brickwork of these structures, often hidden under the plaster, opens up a largely unpublished field of study. The recent 3D modeling programs allow us to analyze the equilibrium conditions linked to reciprocity conditions. We can understand how he single bricks that guarantee the static nature of these doms in conditions of simple compressive stresses and their loads. We are facing a problem and an former technology but full of suggestions for the development of future applications.