GABRIELE ROSSI ROGNONI LA LIRA NEL RINASCIMENTO: UNA RISCOPERTA? Nel popolato mondo della mitologia greca ben cinque personaggi tra dei, semidei e umani, ovvero Apollo, Hermes, Orfeo, Arione e Anfione, sono ca- ratterizzati dalla musica prodigiosa che riescono a trarre dalla lira. Questo termine ha un ampio signifi- cato e individua strumenti costituiti da una cassa di risonanza cui sono fissati due bracci simmetrici di uguale lunghezza, congiunti alla sommita` da una tra- versa (o giogo) e dotati di un numero variabile di cor- de anch’esse di uguale lunghezza e tese tra il giogo e l’estremita` della cassa, passando su un ponticello ap- poggiato alla tavola armonica. Le fonti iconografiche occidentali illustrano stru- menti con queste caratteristiche a partire dalle civilta` mesopotamiche del III millennio a.C. ed essi com- paiono nelle raffigurazioni vascolari greche almeno dall’VIII secolo. E ` intorno agli inizi del VI secolo a.C. che lo strumento fa la sua comparsa nella lette- ratura greca, in un testo che per la prima volta lo in- serisce nella tradizione mitologica (l’invenzione da parte di un semidio e l’adozione da parte di un dio) e ne presenta una descrizione straordinariamente accurata delle fasi costruttive, verosimilmente corri- spondenti alla pratica dell’epoca: si tratta dell’Inno omerico a Hermes in cui si narra di come il semidio, appena nato dall’amore tra Zeus e la bella Pleiade Maia, prima ancora di essere deposto nella culla scappi dalla madre e si imbatta in un’ignara tartaru- ga. Dopo averla ingannata con parole gentili, la porta in una caverna dove la uccide, ne ripulisce il carapa- ce, taglia dei pezzi di canna facendoveli passare attra- verso, li lega posteriormente, copre la parte concava con una pelle di bue creando la tavola armonica, uni- sce i due bracci con una traversa (il giogo) e vi tende infine sette corde di budello ovino. 1 Il testo dell’inno, inoltre, offre anche indicazioni sull’utilizzo dello stru- mento: Hermes, infatti, si affretta a sperimentarne le potenzialita` improvvisando alcune strofe scherzose e accompagnandosi pizzicando le corde con un plet- tro. 2 Un segno della versatilita` del repertorio destina- to allo strumento, del quale oggi non sopravvivono tracce, proviene poi dall’ultima parte dell’inno, in cui Hermes accompagna invece un canto patetico di lode agli dei, destinato a calmare le ire del fratella- stro Apollo, cui infine donera` lo strumento in segno di pace ed amicizia. 3 L’inno costituisce, oltre che il primo testo che menzioni il termine lira (kt* qa) e ne avvii una storio- grafia, anche la prima descrizione che sopravviva in Occidente sulla costruzione di uno strumento musi- cale e alla sua tecnica esecutiva. E ` chiaro, tuttavia, che il testo e` teso a celebrare ed esaltare uno stru- mento che ha gia` raggiunto, a quella data, una tradi- zione e una nobilta` sociale che ne rendono accettabile l’accostamento a un dio. Questo e` confermato dal fat- to che alla stessa epoca risale anche un rafforzamento e una piu` precisa definizione di un mito, quello di Orfeo, che avra` la lira (donatagli da Apollo stesso) come elemento predominante, e rivestira` particolare importanza nella contrapposizione, in funzione apol- linea, ai nuovi culti dionisiaci che si stavano diffon- dendo dalla Grecia settentrionale. 4 E ` ragionevole supporre che queste due fonti se- gnino l’inizio di un nuovo ruolo dello strumento nel- l’immaginario greco, come e` evidenziato dalla fioritu- ra di nuovi miti che lo riguardano: al tardo V secolo risale infatti la narrazione delle Storie di Erodoto se- condo cui Arione riuscira` a salvarsi la vita commuo- vendo un delfino con la propria esecuzione del no- mos orthios, quando i marinai che lo stanno riportando in patria decidono di gettarlo in mare per impossessarsi delle sue ricchezze; 5 negli stessi an- 1 Inno omerico a Hermes, v. 44. 2 Ivi, vv. 45-46. 3 Ivi, vv. 372-374. 4 Per il mito di Orfeo si vedano anche i saggi di Cristina Aci- dini, Almut Goldhahn e Samuel Vitali in questo catalogo. 5 ERODOTO, 2005 7 , Storie, I, 23-24, pp. 26-30. Per la figura di Arione si veda anche il saggio di Anna Schultz in questo catalogo.