366 I MARTIRI NASCOSTI. ALCUNE RIfLESSIONI SU gLI AffRESCHI DEL TRANSETTO DI SANTA PRASSEDE A ROMA CARLES MANCHO Nel 1806, in una nota tangente all’argomento da lui stu- diato, F. Cancellieri esumava gli afreschi del transetto della basilica di Santa Prassede: “In questo Campanile, sopra i Muri dell’Interno, vi sono al secondo Piano, alcune Pitture antichissime, rappresentanti i Fatti dell’istoria di S. agnese. È una disgrazia, ch’esse trovinsi in gran parte scancellate: nulladimeno vi sono ancora molte Figure intiere, e nel fne delle Cornici vi sono varie Lettere, che spie- gano alcuni fatti della sua vita. L’anastasio dice nella Vita di S. Pasquale I., che fece un Oratorio in questo Monastero: Hic benignissimus Præsul fecit in jam dicto Monastero oratorium Beatæ agnetis Christi Virginis, miræ pulchritudinis exornatum. pag. 220. edit. Mogunt. MdCii. Quindi v’è da credere, che nel Piano di questo Campanile fosse l’apside Quadrili- nea de questo oratorio, la Cella del quale sarà stata verisimilmente una Stanza contigua a questo Piano.” 1 Nonostante l’interesse dell’erudito si concentri sulle cam- pane e il campanile, esso non può fare a meno di emettere un primo giudizio sia sull’argomento sia sul proposito delle “Pitture antichissime”. Al di là del valore di queste conside- razioni è la prima notizia che abbiamo sugli afreschi fno a quel momento seppelliti all’interno del campanile già braccio nord-ovest del transetto. 2 Come accade spesso questa prima notizia non bastò per fare uscire i martiri dipinti dal loro nascondiglio. Senza las- ciare l’Ottocento, fu necessario aspettare altri sessanta anni perché un altro autore si decidesse a visitarli nonostante le poche righe che dedica a loro siano, dal punto di vista icono- grafco, poco riuscite. 3 È da questo momento, comunque, che la presenza degli afreschi nel campanile comincia a essere citata come un fatto conosciuto. 4 Senza esitare possiamo afermare che dobbiamo il più grande progresso nella conoscenza degli afreschi alla penna di M. Armellini, 5 primo fra gli autori a leggere le iscrizioni, e a J. Wilpert il quale, da una parte, precisa la lettura di Armellini ma, soprattutto, ci ofre la prima e preziosissima immagine degli afreschi. 6 Da questo momento in poi, e nonostante UDC: 726 :27-523.42(450.621) C. Mancho 75.052 Institut de Recerca en Cultures Medievals (IRCVM) Preliminary communication Facultat de Geografa i Historia Manuscript received: 29. 01. 2019. Universitat de Barcelona Revised manuscript accepted: 16. 02. 2019. C/ Montalegre, 6, 08001 Barcelona, Catalonia, Spain DOI: 10.1484/J.HAM.5.118063 carles.mancho@ub.edu Nous présentons dans ce texte une première approche de l’ensemble pictural du transept de la basilique Sainte-Praxède à Rome, en analysant une série de questions préalables. Ainsi nous passerons brièvement en revue la manière dont ces peintures furent découvertes, puis ce que nous en savons à partir de la documentation disponible tant sur le cycle peint que sur l’espace ecclésial – architectural et liturgique –, avant de conclure par l’examen de deux points critiques à notre sens dans l’étude de n’importe quel complexe décoratif du Moyen Âge : quelles raisons ont présidé au choix du programme et de quelle manière ce décor peint était-il perçu. Mots-clés : Rome, Sainte-Praxède, Peinture murale, Perception, Iconographie, Martyres. 1 F. CANCELLIERI, Le due nuove campane di Campidoglio benedette dalla Sua Santità di n. S. Pio Vii. P. o. M. e descritte da… con varie notizie sopra i campanili e sopra ogni sorta di orologi ed un’appendice di monumenti. Roma, 1806, p. 136, n. 1. Si veda, per tutta la questione il nostro contribuito dentro a G. BORDI, C. MANCHO, V. VALENTINI, dipingere a roma al tempo di Pasquale i: S. Prassede all’esquilino e S. Cecilia in trastevere, in SVMMa. revista de Cultures Medievals, 9, 2017, p. 64-101 (doi:10.1344/Svmma2017.9.6). 2 Sulla questione della trasformazione del braccio sinistro in campanile – e in generale del transetto di S. Prassede –, si veda M. CAPERNA, La basilica di Santa Prassede. il signifcato della vicenda architettonica, nuova edizione rivista e aggiornata, Roma, 2014. Rimandiamo alla 2ª edizione aggiornata perché arricchita da una appendice con le novità sul complesso posteriori alla prima edizione del 1999. Nonostante, sulla vicenda della trasformazione del transetto non ci siano cambiamenti tra l’una e l’altra edizione. 3 Si tratta di una brevissima notizia nell’articolo di A. NESBITT, on the Churches at rome earlier than the year 1150, in archaeologia, 40-01, January 25, 1866, p. 157-224 (doi:10.1017/S0261340900004641). È a p. 29 dove l’autore identifca le scene “either biblical or legendary”, tra le quali le Nozze di Cana, e si azzarda ad assegnare una data, 817, in parte rifacendosi allo stile, che assomiglierebbe a quello dei mosaici del presbiterio. 4 Si vedano a questo proposito le notizie di L. NARDONI, L’antico oratorio di Sant’ agnese in monasterio con pitture cristiane del secolo nono, Roma, 1870, p. 7; e G. BERTOCCI, notizie della basilica di S. Prassede e della santa Colonna che in essa si venera, Roma, 1872, p. 5. Probabilmente l’informazione fatta arrivare alla Pontifcia Commissione di Archeologia Sacra (PCAS) nel 1858 aveva fatto poi passare la notizia agli eruditi romani. Si veda PCAS, Archivio Storico Documenti, Verbali delle Sedute, C. di A.S. Processi Verbali vol. Iº, Anno 7º, p. 304, Reg. ASD/9 5 Si veda M. ARMELLINI, Le chiese di roma dalle loro origini sino al secolo XVi, Roma, 1887. 6 Sulla rilettura delle iscrizioni fatta da J. Wilpert, si veda: J. WILPERT, Malereien im Querschif der Basilika der Hl. Praxedis, in römische Quartalschrift für christliche altertumskunde und Kirchengeschichte, 22, 1908, p. 177-81. Sulle le composizioni fotografche acquarellate si veda: id., die römischen Mosaiken