TESTO E SENSO – N.15 – (2014) 5 Testo e Senso, n. 15 (2014), ISSN: 2036-2293 Carmela Morabito La scrittura, fra mente e cervello La scrittura ha trasformato la mente umana più di qualsiasi altra invenzione W. J. ONG, Oralità e scrittura,1986. Studiare e comprendere la scrittura, «l’arte di comunicare i pensieri alla mente tramite gli occhi» 1 , è uno fra gli approcci più efficaci per lo studio della mente; consente infatti di “entrare” nel complesso sistema mente-corpo tramite la convergenza di modelli teorici, acquisizioni sperimentali e dati clinici in una sorta di consilience dal valore altamente euristico. Le scienze cognitive contemporanee guardano alla scrittura – o, più esattamente, alla letto- scrittura – nell’ambito di un frame teorico naturalistico e unificante che connota funzioni e abilità mentali in termini adattativi. È il grande quadro di riferimento evoluzionistico e darwiniano, in base al quale la mente è costitutivamente storica e temporale, incarnata e profondamente contestualizzata. Connotata temporalmente sia sul piano filogenetico che su quello ontogenetico (in relazioni a tempi e modi di acquisizione e a diversi disturbi dello sviluppo). Embodied ed embedded: strettamente connessa alle caratteristiche senso-motorie della specie e alla sua intrinseca ‘apertura’ alle relazioni sociali nell’ambito di una interazione con l’ambiente dalle potenti e continue ricadute sull’organismo nel suo complesso. Così, molti sono i modi di indagine, le prospettive teoriche e gli approcci metodologici nello studio della scrittura. Studiandone le basi neurobiologiche, emerge il dato fondamentale della plasticità del nostro cervello e della potente dialettica natura-cultura. Il cervello dell’uomo che legge e scrive 2 presenta infatti un’architettura cerebrale estremamente complessa e – cosa assolutamente significativa – non ‘cablata’ alla nascita, non determinata geneticamente dall’evoluzione tramite la selezione naturale: una fitta interconnessione di aree cerebrali che si determina e si attiva, e si consolida con l’uso, esclusivamente tramite l’interazione sociale e l’acculturazione, ovvero, l’inserimento dell’individuo nel contesto culturale di appartenenza e la sua progressiva acquisizione di abilità comunicative efficaci. 1 A. LINCOLN, cit. in S. DEHAENE, I neuroni della lettura, Milano, Raffaello Cortina. 2009. 2 M. WOLF, Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge, Milano, Vita e pensiero, 2009.