La valutazione come strumento di orientamento per le politiche pubbliche Job Village Orienta – Teramo 22 aprile 2004 Sessione Valutare le politiche pubbliche: senso, strategie & percorsi Agnese Vardanega, Università di Teramo pubblicato il 09/10/2006 (senza revisione) (http://www.provincia.teramo.it/teramolavoro/pubblicazioni/job- village-orienta-atti-dei-convegni-22-25-aprile-2004/) Trascrizione dell’intervento rivista e corretta Mi è stato chiesto di introdurre i concetti fondamentali della valutazione, sia per quanto riguarda la riflessione teorica, sia per quanto concerne alcune questioni metodologiche, che affronterò nella relazione stessa. Quindi mi dovrete scusare se leggerò gli appunti, perché gli argomenti sono tanti, e devono essere sintetizzati in un tempo limitato. 1. La cultura della valutazione nella pubblica amministrazione Il primo tema che vorrei affrontare è proprio quello della cultura della valutazione nella Pubblica Amministrazione, quindi considerare cos’è la valutazione e a cosa serva nelle politiche pubbliche. È necessario constatare che nonostante le normative richiedano proprio interventi valutativi connessi ad ogni programma e ad ogni progetto, la cultura della valutazione continua ad essere scarsamente diffusa nella Pubblica Amministrazione. In parte questo dipende dalle normative che si sono succedute nel tempo. Dagli inizi della legislazione sulla valutazione, infatti, si sono succedute tante leggi e tanti legislatori che hanno di fatto intrattenuto concezioni diverse della valutazione e della sua funzione. Di conseguenza i dirigenti, ma anche i politici, si ritrovano in una situazione di difficoltà nell’interpretazione pratica, concreta, della valutazione stessa; si chiedono che cosa devono fare e non c’è una singola normativa, o un singolo regolamento, che diano risposta a questa domanda. Prima di tutto dobbiamo capire che è giusto che sia così, nel senso che le pratiche valutative per loro natura devono essere legate al contesto: non esiste un solo modo di fare valutazione, esistono tanti modi, che dipendono dal programma, dalla struttura, dagli obiettivi della valutazione e via dicendo. Quindi non ci può essere una regola generale meno che meno fissata per legge per la valutazione. Quindi serve considerare caso per caso, magari affiancandoci ad esperti, a consulenti, oppure affrontare una letteratura piuttosto complicata, e risolvere il singolo problema. Inoltre, nella Pubblica Amministrazione abbiamo notato, anche da alcune ricerche fatte 1 , una 1 L. Frudà (a c. di), Mutamenti globali e governo locale. Globalizzazione e Pubblica Amministrazione nell’Italia centrale, Milano, FrancoAngeli, 2002.