ArtribuneArtribune By Gabriella De Marco - 6 Settembre 2022 Arte, scienza e religione tra passato e contemporaneità ARTE, DIVULGAZIONE SCIENTIFICA E RUOLO DEI MEDIA. SONO QUESTI GLI ESTREMI DELLA RIFLESSIONE CONDOTTA DA GABRIELLA DE MARCO, DOCENTE DI STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA ALL’UNIVERSITÀ DI PALERMO, SU UN PASSATO CHE TANTO INFLUISCE SULL’EPOCA ATTUALE Wilhelm Röntgen e la mano sinistra di Anna Bertha Ludwig nella prima radiografia della storia (IMMAGINE) “[…] È stata un’età in cui la percezione delle trasformazioni sembrava divenire più importante della realtà (o almeno altrettanto): ideologie, ideologismi, profezie, visioni del mondo, pronte per la politica, cui si apre proprio in quegli anni un’arena ineditamente ampia, infuocata, condivisa e intercomunicante. Un mondo siffatto, che parla costantemente di sé, si ascolta, profetizza, scrive e legge, lascia ormai orme imponenti […]”. A quale età si riferisce lo storico Carlo Fumian, autore di Verso una società planetaria. Alle origini della globalizzazione contemporanea (1870-1940), il testo pubblicato da Donzelli nel 2003, da cui sono tratte queste parole e con cui apro la mia riflessione? Il pensiero corre, inevitabilmente, ai nostri giorni e alla campagna elettorale in corso. Penso, per soffermarmi sul passato recente, tra i molti esempi possibili, allo scontro che ha assunto toni duri, se non a tratti violenti, tra il mondo accademico e scientifico e la vasta galassia dei no-vax esploso in seguito all’obbligo di vaccinazione sia nella prevenzione di alcune patologie pediatriche sia come baluardo alla diffusione di Sars-Covid 19. Uno scontro, un’opposizione di idee, di opinioni che ha messo in moto campi del sapere diversi, confermando come la medicina e la scienza possano non essere considerate neutrali, perché investono ambiti che riguardano il diritto, il bene comune, le esigenze del singolo, l’autorevolezza delle istituzioni e le paure, anche legittime, del cittadino. Accenno, ancora, a riguardo, all’acceso dibattito svoltosi in Italia, nel febbraio del 2022, tra i sostenitori dell’agricoltura biodinamica e i suoi detrattori, tra cui scienziati dalle indiscutibili, quanto qualificate, competenze, quali Elena Cattaneo e il Nobel per la fisica Giorgio Parisi, che non hanno esitato, insieme ad altre voci, a definire quel modo di fare coltivazione come privo di ogni fondamento scientifico. Schieramenti diversi sul come fare agricoltura, le cui posizioni hanno orientato le scelte della politica e dei legislatori, riverberandosi, inevitabilmente, sul consumatore. The Times, 7 novembre 1919 (IMMAGINE) IL RUOLO DEI MEDIA IERI E OGGI Tuttavia, per tornare al libro di Carlo Fumian, molte sono le analogie che potrebbero indurci a pensare ai nostri giorni, falsi indizi disseminati nell’intero testo e volti a far riflettere su quella che si definisce come una caratteristica precipua del presente, ovvero l’età della globalizzazione. Lo storico, infatti, nel suo originale quanto circostanziato volume, si riferisce, nel passo riportato, ai primi anni del XX secolo. Sua pregevole, quanto arguta, intenzione, è stata quella di orientare la