Pubblicato in: Notizie di Politeia, XXXVIII, n. 147, 2022. 1 Replica a Rabanos e Velluzzi Damiano Canale En busca de lo implícito (Canale 2019) raccoglie la traduzione in lingua spagnola di una selezione di saggi da me scritti nell’ultimo ventennio. Come tutte le raccolte di questo tipo, il libro non fornisce una trattazione organica dei temi trattati ma delinea, piuttosto, un percorso di ricerca che si è sviluppato lungo quattro direttrici, corrispondenti alle quattro parti in cui si articola il libro: la teoria del ragionamento giuridico, la teoria dell’interpretazione giuridica, la meta-filosofia del diritto e, da ultimo, il biodiritto e la biopolitica contemporanee. Rabanos e Velluzzi, che ringrazio vivamente per i loro preziosi commenti, focalizzano l’attenzione su alcune tesi proposte nella prima del libro, nella quale vengono delineati i tratti generali di una teoria inferenzialista del ragionamento giuridico. Nel dibattito filosofico, l’inferenzialismo è comunemente inteso come una concezione meta-semantica (Muzi e Steinberger 2017: 199). Si tratta cioè di una corrente filosofica che tenta di rispondere ai seguenti quesiti: “In cosa consiste il contenuto di una espressione linguistica?”, “Cosa fa sì che una espressione linguistica acquisti un contenuto?”, “Quali competenze sono richieste per comprendere i contenuti linguistici?” Per rispondere a queste domande, l’inferenzialismo focalizza l’attenzione non sulla rappresentazione del mondo extra-linguistico che un linguaggio fornisce, né su ciò che un enunciato comunica nel momento in cui viene proferito in un contesto. L’inferenzialismo spiega i concetti semantici fondamentali nei termini di cosa i parlanti fanno quando usano il linguaggio, vale a dire a partire dalla ricostruzione razionale dei loro comportamenti linguistici. Se si assume questo punto di vista, la nozione di inferenza acquista un’importanza fondamentale. Il contenuto di una espressione linguistica consiste nell’insieme di relazioni che tale espressione intrattiene con altre espressioni nell’uso del linguaggio: in ciò che essa presuppone e in ciò che da essa segue. Queste relazioni non sono fissate apriori ma vengono istituite dall’interazione linguistica tra i parlanti, vale a dire a partire dal fatto che questi ultimi facciano proprie o rigettino le inferenze altrui. Secondo Robert Brandom, ne segue che l’interazione linguistica può essere descritta in termini normativi, a partire della responsabilità che