ILPOLIGRAFO Innumerevoli sono state, nel corso della storia, le situazioni di confitto che hanno travolto le arti, determinando devastazio- ni, ma anche piani di protezione, salvataggi rocamboleschi, strumentalizzazioni ideologiche, nonché germinazioni criti- che rilevanti. Lungo un orizzonte che va dal Risorgimento alla Guerra Fred- da e oltre, fno a raggiungere il nostro tempo, questo volu- me – che ospita contributi di importanti studiosi del settore – propone una rifessione sulle differenti modalità di coinvol- gimento del patrimonio artistico negli assetti di crisi. Le pro- spettive sono molteplici: tutela, ma anche distruzione; furti d’arte e, di seguito, faticose e lunghissime trattative per le restituzioni; perdite e insieme accordi internazionali per la salvaguardia; eroismo di alcuni a fronte della piccineria di al- tri; speranza coltivata nell’attivazione didattica delle collezio- ni museali. Notevole interesse è riservato anche alle cicatrici lasciate sul territorio antropizzato: dalle scritte fasciste che, nelle città e nelle campagne italiane, inneggiano alla vittoria, ai bunker NATO dismessi, giù giù fno alle attuali politiche militari americane. Sono così portati alla luce, nell’inanellar- si dei saggi, i molti effetti della triste relazione fra creatività e distruttività umana. arte e guerra Storie dal Risorgimento all’età contemporanea a cura di Carmelo Bajamonte, Marta Nezzo ISBN 978-88-9387-182-2 e 38,00 ISSN 2612-2545 Marta Nezzo lavora presso il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, dove insegna Fonti e metodologia del- la storia dell’arte e Arti extraeuropee: questioni critiche e formali. I suoi studi sono da tempo concentrati sulla critica d’arte otto- novecentesca, esplicata fra riviste specializzate e stampa quotidiana. Interessata agli aspetti organizzativi e simbolici della tutela durante le guerre mondiali, ha maturato una speciale attenzione per i fe- nomeni di ideologizzazione tanto del discorso sull’arte, quanto del sistema espositivo e conservativo. Fra i suoi lavori: Ritratto biblio- grafco di Ugo Ojetti (2002); Critica d’arte in guerra. Ojetti 1914-1920 (2003); Il miraggio della concordia. Documenti sull’architettura e la decorazione del Bo e del Liviano (2008); Ugo Ojetti. Critica, azione, ideologia. Dalle Biennali d’arte antica al Premio Cremona (2016); Arte come memoria. Il patrimonio artistico veneto e la Grande Guerra (a cura di, 2016); Dire l’arte. Percorsi critici dall’Antichità al primo No- vecento (con Giuliana Tomasella, 2020). Carmelo Bajamonte è stato assegnista di ricerca in Museologia, cri- tica artistica e del restauro presso il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova. Ha collaborato con l’Univer- sità degli Studi di Palermo anche in qualità di docente a contratto (Storia dell’arte moderna e Storia del Disegno, dell’Incisione e della Grafca). Si occupa prevalentemente di storia del collezionismo e di tutela e conservazione del patrimonio artistico italiano tra fne Otto- cento e inizio Novecento. Ha all’attivo numerose pubblicazioni tra le quali: Il “viaggio fotografco” di Eugène Sevaistre in Sicilia (2007); La collezione di Giuseppe Velasco e il Museo di Palermo nell’Ottocento (2008); «Fumano, intanto, le rovine di Verdun». Mostre d’arte a Paler- mo durante la Grande Guerra (2013); “Spogliare il sacro”. Tutela e di- spersione del patrimonio storico-artistico in Sicilia durante le soppressioni degli enti religiosi del 1866 (2015). in copertina Andrea Mantegna, San Giacomo converte e battezza il Mago Ermogene, già in Cappella Ovetari, Chiesa degli Eremitani di Padova (riprodotto in La guerra contro l’arte, Milano, Editoriale Domus, 1944) arte e guerra a cura di Carmelo Bajamonte, Marta Nezzo