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FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI 10.36253/fup_best_practice)
Irina Marchesini, Russia, Armenia, Europa nella visione di Andrej Bitov, pp. 209-217, © 2019 Author(s), CC BY
4.0, DOI 10.36253/978-88-6453-910-2.23
Russia, Armenia, Europa nella visione di Andrej Bitov
Irina Marchesini
Да! Вы поставлены на грани
Двух разных, спорящих миров,
И в глубине родных преданий
Вам слышны отзвуки веков.
V. Brjusov, K Armenii (1916)
Только не пиши, пожалуйста, […] что Армения
солнечная, гостеприимная страна.
A. Bitov, Uroki Armenii (1969)
Nel variegato panorama della letteratura russa contemporanea si possono
contare diversi esempi di scrittori che, per molteplici ragioni, si sono mossi sul
crinale che divide, e al contempo mette in rapporto fra loro, Russia ed Europa.
Non sempre, però, questo legame è manifesto; a volte, esso scorre sotterraneo,
nascosto all’interno della delicata fligrana del testo.
Tale logica sembra informare uno in particolare tra i numerosi scritti di
viaggio di Andrej Georgievič Bitov (1937-2018): Uroki Armenii (Lezioni arme-
ne, prima edizione 1969). In queste “pagine grondanti di intertesti” (Caramitti
2010: 181) la citazione, dispositivo fondamentale per la costruzione della nar-
razione bitoviana, funge da vero e proprio ponte tra culture. Bitov stesso, in Ci-
tirovanie kak tekst (La citazione come testo), sottolinea l’importanza di questo
strumento: “цитата вне контекста бессмысленна, как неудачный афоризм. В
контексте она свидетельствует о качестве самого текста” (2014: 376). Tut-
tavia, in Uroki Armenii la citazione non è intesa solamente in senso implicito: la
altrui lingua, la ‘lingua dell’altro’, entra nel testo in maniera anche diretta, senza
esser criptata, nel suo crudo utilizzo quotidiano; una possibilità, questa, garan-
tita dal genere della letteratura di viaggio. La citazione, come si vedrà, è il prin-
cipale espediente del quale Bitov si serve per mettere in comunicazione culture
apparentemente lontane; un interesse, questo, volto non soltanto al recupero di
valori universali di cui il tempo sta cancellando le tracce, ma che nasce dalla di-
retta esperienza dell’autore.
1. Il tema del viaggio come carateristca struturale della poetca
bitoviana
Dal dato biografco è possibile desumere che lo spostamento da un luogo
a un altro abbia profondamente segnato l’esistenza di Bitov: attivo viaggiatore
all’interno dei confni sovietici sin dalla più tenera età, nell’inverno 1941-1942,
durante l’assedio di Leningrado, viene evacuato negli Urali; in seguito, viene tra-