La Metallurgia Italiana - febbraio 2020 pagina 6 Memorie scientifiche - Metallurgia Additiva Comportamento alla corrosione di una lega Ti6Al4V per applicazione biomediche ottenuta tramite additive manufacturing C. Testa, M. Cabrini, S. Lorenzi, T. Pastore, D. Manfredi, M. Lorusso, F. Calignano, M. Lombardi La lega Ti6Al4V è attualmente quella maggiormente impiegata per la realizzazione di protesi d’anca. L’additive manu- facturing (AM) permette l’ottenimento di parti con geometria riproducente le caratteristiche anatomiche del paziente attraverso tecniche di reverse engineering. Inoltre, permette di ottenere superfici rugose, che favoriscono l’osteinte- grazione. Di contro, la tecnologia stessa e l’eventuale trattamento termico di post-processing modificano la micro- struttura della lega e il suo film passivo, con conseguente alterazione della sua corrente di passività. La quantità di ioni rilasciati nel corpo umano può portare a reazioni allergiche, infiammazioni e intossicazione cronica. Per questo motivo è importante conoscere la velocità di dissoluzione della lega in condizioni passive. Scopo del presente lavoro è la determinazione della corrente di passività della lega in soluzione fisiologica artificiale a 38°C tramite prove di polariz- zazione potenziostatica di breve (60 ore) e lungo periodo (2500 ore), ottenendo la corrente di passività in condizioni di equilibrio. PAROLE CHIAVE: ADDITIVE MANUFACTURING, LASER POWDER BED FUSION (LPBF), CORROSIONE, LEGA DI TITANIO, BIOMATERIALI, Ti6Al4V. INTRODUZIONE La tecnica di fusione laser a letto di polvere (Laser Powder Bed Fusion - LPBF) è un metodo di Additive Manufacturing (AM) per la produzione di pezzi direttamente da fle CAD, strato dopo strato, tramite una sorgente laser che permet- te la lavorazione di materiali reattivi come cobalto, cromo, titanio e alluminio, con una riduzione dei costi e del tempo di fabbricazione (1). Di particolare interesse per quanto ri- guarda il campo delle protesi è il connubio tra le tecniche di reverse engineering e la stampa 3D poiché è possibile analizzare e creare un modello tridimensionale ma così da poter customizzare al massimo la stampa 3D (2). Per la realizzazione di articolazioni artifciali viene impiegata principalmente la lega Ti6Al4V (3). Attualmente la tecnica chirurgica maggiormente impiegata è la press-ft, che non prevede l’utilizzo del cemento osseo per fssare la prote- si, evitando in questo modo i problemi di mobilizzazione dell’impianto sul medio/lungo periodo legati al degrado C. Testa, M. Cabrini, S. Lorenzi, T. Pastore INSTM - Università di Bergamo, Dalmine Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate (DISA) D. Manfredi, M. Lorusso Center for Sustainable Future Technologies CSFT@POLITO, Istituto Italiano di Tecnologia, Torino F. Calignano Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione, Politecnico di Torino, Torino M. Lombardi Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia, Politecnico di Torino, Torino