The deficiency, the planning, the technology. The turn of technological magic. Federico Monaro Abstract Nella presente ricerca tento di mostrare come magia e tecnologia si possano accomunare in quanto espressioni culturali della società. In particolare sostengo che la tecnologia compenetri nella magia creando dinamiche specifiche alle quali è necessaria l’integrazione etica. L’idea da cui parto è che la tecnica sia una seconda natura per l’uomo, come sostiene Gehlen la tecnica è l’espressione culturale per la quale si ha applicazione dell’adattabilità e dell’apertura al mondo, in quanto risarcimento per l’inadeguatezza nel mondo. Anche la magia, però, è espressione di una capacità tecnica, la quale ha un fine imitativo nei confronti della natura. La magia si estrinseca con istruzioni, regole, e scopi, tanto quanto la tecnologia. In virtù di ciò la magia consta di quella razionalità tipica dello sviluppo tecnologico, arrivando a far coincidere il fine magico con il fine tecnico. Infatti il film “The prestige” costituisce l’esempio dell’integrazione tecnologica nella magia. Nel numero del trasporto umano, in realtà la magia diviene tecnologia, il numero di magia funziona proprio perché oggetto tecnologico, in quanto macchina per la clonazione. La magia, come la conosciamo nel XXI secolo, è esautorata dei principi etici, dei quali è impregnata nel medioevo. L’integrazione tecnologica crea due ordini di problemi, infatti mette in guardia per uno sviluppo etico della magia, e rimette in discussione la magia stessa. Dov’è il trucco magico se il numero consiste solamente nell’utilizzo di una applicazione tecnologica? Introduzione Nel 2021 Elon Musk, imprenditore e fisico, sulla nota piattaforma Twitter pubblica un tweet sostenendo che “Any sufficiently advanced magic is indistinguishable from technology”. La frase appena citata ha una portata straordinaria. Ai più la frase suonerà familiare, infatti, quella di Musk è la ri-trascrizione di una famosa legge, quella di Arthur Clarke. La terza legge di Clarke recita così: « Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic ». È evidente che l’inversione del soggetto nella frase di Musk dischiude di fronte a noi un nuovo panorama sulla riflessione tecnologica. Se, infatti, era la magia ad avere il primato sull’ideazione