RASSEGNE CARDIOLOGY SCIENCE 173 Per la corrispondenza: g.a.lanza@rm.unicatt.it VOL 7 • SETTEMBRE-OTTOBRE 2009 Ruolo dell’ECG dinamico nella stratificazione del rischio in pazienti con cardiopatia ischemica Gaetano Antonio Lanza, Ilaria Coviello, Giancarla Scalone, Roberto Mollo, Roberto Nerla, Chiara Pisanello, Lucy Barone, Antonio Di Monaco Istituto di Cardiologia - Università Cattolica del Sacro Cuore - Roma Riassunto L’elettrocardiogramma dinamico di 24-48 ore secondo Holter (ECGD) è utilizzato ormai da quasi 30 anni nella valutazione del paziente con cardiopatia ischemica. Esso, infatti, può fornire informazioni importanti sia per la diagnosi sia per la strati- ficazione prognostica sia per il trattamento di questi pazienti. Cosa importante, I’ECGD consente una valutazione polipara- metrica del paziente, permettendo la caratterizzazione di varie anomalie della funzione cardiaca potenzialmente implicate nel condizionare il decorso clinico del paziente, quali, in particolare, la frequenza e il tipo di aritmie ventricolari e di episodi di ischemia miocardica. Esso inoltre consente una valutazione piuttosto dettagliata della funzione tono nervoso autonomico cardiaco mediante l’analisi della variabilità e della turbolenza della frequenza cardiaca (heart rate variability e heart rate tur- bulence rispettivamente). In questa rassegna rivediamo brevemente l’evidenza della potenziale utilità dell’ECGD nell’ambito della stratificazione prognostica nella cardiopatia ischemica, in aggiunta e indipendentemente dalla presenza di altri indi- catori, clinici e laboratoristici, di rischio. In particolare, evidenziamo e differenziamo il ruolo potenziale dell’ECG nei pazienti con quadri di sindrome coronarica acuta (infarto miocardico o angina instabile) o con quadri di cardiopatia ischemica sta- bile, come anche la predittività per eventi fatali cardiaci globali e quella per morte improvvisa, la quale potrebbe avere impli- cazioni nella selezione dei pazienti con indicazione all’impianto di defibrillatore automatico impiantabile. Summary Twenty-four/forty-eight-hour ambulatory electrocardiographic Holter monitoring (HM-ECG) has been used for almost 30 years in the assessment of patients with coronary artery disease (CAD). Indeed, it can provide relevant information both for the diagnosis and for risk stratification of these patients. Of note, HM-ECG allows a polyparametric evaluation of CAD patients, as it can be used to characterize several kinds of cardiac abnormalities, which are possibly involved in influen- cing clinical outcome. They include, in particular, frequency and type of ventricular arrhythmias and episodes of myocar- dial ischemia. Furthermore, HM-ECG also allows a careful assessment of cardiac nervous autonomic state and function through the analysis of heart rate variability and of heart rate turbulence. In this article we shortly review the evidence of the potential usefulness of HM-ECG in risk stratification of CAD patients, which has been shown to be additive to and independent of clinical and laboratory prognostic markers. In particular, we distinctly highlight the role of HM-ECG in patients with acute coronary syndrome (acute myocardial infarction, unstable angina) and in those with stable CAD, also differentiating between its role in predicting global fatal cardiovascular events and cardiac sudden death. Several data, indeed, suggest that HM-ECG might have a role for the selection of patients with indication to implantation of an auto- matic cardiac defibrillator (ICD). Parole chiave: Monitoraggio ECG Holter, Stratificazione del rischio coronarico Key words: Holter monitoring, Coronary Risk stratification Introduzione I l monitoraggio elettrocardiografico dinamico di 24-48 ore secondo la metodica di Holter (ECGD) è utilizzato ormai da quasi 30 anni nella valutazione del paziente con cardiopatia ischemica. Esso, infat- ti, può fornire informazioni rilevanti sia per la dia- gnosi sia per la stratificazione prognostica sia per il trattamento di questi pazienti. Cosa importante, l’ECGD consente una valutazione poliparametrica del paziente, permettendo la carat- terizzazione di vari aspetti della funzione cardiaca potenzialmente implicate nel condizionare il decor- so clinico, vale a dire le aritmie ventricolari, l’ische- mia miocardica e lo stato del tono nervoso autono- mico cardiaco.