Giacomo Carito Divagazioni sulla Brindisi romana 1. Sugli scavi occorsi il 2012 innanzi palazzo Montenegro in Brindisi Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo F. NIETZSCHE, Così parlò Zarathustra Immersa nel cuore del Mediterraneo, Brindisi pare avere una visione "circolare" del tempo che sempre si ripete, come nel mito dell'eterno ritorno, proprio di antiche culture pagane e della storiografia classica greca, fautrice di una visione temporale ciclica. Per la scuola stoica, a tale struttura ciclica del tempo deve accostarsi il concetto dell’Eterno Ritorno, secondo cui il cosmo soggetto a distruzione ciclica dal fuoco, rinasce come era prima della distruzione stessa. Si tratta di considerazioni che pure possono introdurrsi a proposito di cicliche riscoperte nell’area di Brindisi; ne sono chiaro esempio i silenti relitti del tempo perduto in lungomare Regina Margherita, emersi una prima volta il 1897 allorché la civica amministrazione, rilevando l’assenza di fontane nell’area portuale, deliberò lo spostamento della fontana dei Delfini dal piccolo piazzale triangolare all’incrocio fra la via delle Ferrarie, attuale via Cesare Battisti e il viale della Stazione, oggi corso Umberto I, innanzi il palazzo Montenegro allora sede della Peninsular and Oriental Steam Navigation Campany in Brindisi. Il 1918 la fontana ebbe nuova collocazione nei giardini di piazza Vittorio Emanuele II 1 . Scrive Pasquale Camassa (1858-1941): «Opera romana è pure il criptoportico, o sottopassaggio, di cui un avanzo si può osservare ancor oggi in un sotterraneo di casa Titi in Via S. La presente relazione, qui ampliata e rivista, è stata presentata a S. E. il prefetto di Brindsi, dr. Nicola Prete, il 4 marzo 2012 e pubblicata su Fermento”, 2012, n. 3 . 1 G. CARITO, Brindisi. Nuova Guida, Brindisi: Nuova Meridiana, 1993-4, p.100.