Metodi e Ricerche- n.s., XV, 2 (luglio-dicembre 1996) Rivolte e fazioni tra Quattro e Cinquecento: il caso del Friuli. Un contributo di Daniele Andreozzi 1. Mentre infuriava la guerra tra la casa dAustria e Venezia, il 27 febbraio 1511, giovedì grasso, in Udine, praticamente sguarnita di truppe e officiali veneziani, uno scontro tra seguaci dei Savorgnan, la famiglia che capeggiava la fazione zambarlana (guelfa e filo-veneziana) e membri della fazione degli strumieri (ghibellina e filo-im- periale), guidata dalla casata dei Tomani, degenerò in una violenta sommossa. Cir- ca 6000 tra rurali, appartenenti alle cemide contadine accorsi in città per difenderla dagli attacchi delle truppe imperiali, e popolari di Udine saccheggiarono e distrussero le case di alcuni nobili membri della parte strumiera, accusati di segrete intese col ne- mico, uccidendone molti. Per vari giorni i rivoltosi mantennero il controllo della città, dove i festeggiamenti carnevaleschi si confusero con le manifestazioni politiche, mentre i disordini si estendevano alle campagne, dove furono assaliti, distrutti e in- cendiati molti castelli anche in questo caso appartenenti, soprattutto, a membri del- la fazione strumiera, senza che però si verificassero rilevanti episodi di violenza con- tro le persone. Presto, tuttavia, la risposta armata dei signori friulani e, in particolar modo, il deciso intervento di Venezia riportarono la calma in Udine e nella regione. Lo svolgimento della sommossa, da noi qui schematicamente riassunto, è noto da tempo nelle sue linee fondamentali e nei suoi eventi più visibili e, rispetto a ciò, i più recenti contributi sullepisodio nulla aggiungono a quanto scritto da storici e eruditi lo- cali e alla ricostruzione elaborata da Pier Silvestro Leicht ai primi del Novecento!1). Non vi è dubbio, però, che questo, più che della completezza di tale ricostruzione - come ve- dremo molti sono ancora i punti non chiariti e le quistioni aperte -, sia frutto della qua- lità e della quantità delle fonti disponibili, che hanno in gran parte determinato lapproccio degli storici a tali fatti. Da un lato la documentazione archivistica direttamente indivi- duabile come più adatta a illuminare gli eventi della rivolta - il carteggio degli officia- (') P.S. LEICHT, Un movimento agrario nel Cinquecento, in Rivista italiana di sociologia, XII (1908), successivamente riedito in ID., Scritti vari di storia del diritto italiano, volume I, Milano 1943, pp. 73-91. Le nostre note rimandano a questa seconda edizione. 3