Aggiornamenti Sociali febbraio 2017 (113-123) 113 approfondimenti Energia democratica: esperienze di partecipazione Giorgio Osti Professore associato di Sociologia dell’ambiente e del territorio, Università di Trieste, <giorgio.osti@dispes.units.it>, @ostigiorgio Nella critica all’attuale sistema economico e sociale, il setto- re dell’energia assume un’importanza strategica. Il modello energetico prevalente, ancora legato principalmente allo sfrut- tamento e all’utilizzo di fonti fossili, è fondato su produzione e distribuzione dell’energia centralizzate e sull’accumulo di capitale in poche mani. Come favorire una transizione positiva verso qualche cosa di differente? Quali esperienze esistono già? È perseguibile e realizzabile la partecipazione dei cittadini alla produzione in modo sostenibile dell’energia necessaria al proprio sostentamento? L a locuzione inglese energy democracy si rende meglio in ita- liano con “energia democratica” piuttosto che con “demo- crazia energetica”. In riflessioni di marca più ambientalista si fa risalire la energy democracy ai movimenti per il cambiamento climatico (Kunze e Becker 2014) o alle sfasature fra tempi ecologici e procedure partecipative (Villalba 2015). In questo articolo, pur sapendo che ci sono molti altri campi in cui si è riflettuto sul modello democratico, tratteremo del concetto di democrazia legato all’economia e, in particolare, al settore energe- tico, ossia in relazione a un ideale di partecipazione che trascende la politica e riguarda la proprietà, gestione e fruizione dei beni economici. Essa ha pochi esempi storici; uno è sicuramente il movi- mento cooperativo, l’altro sono le forme di co-gestione delle imprese.