per una ricostruzione della storia urbani- stica più recente della città? Come mai, nel pur abbondante apparato bibliografi- co consultato dall’autore, i testi scritti da geografi sono pochi e non tra i più signi- ficativi? C’è probabilmente da recitare un mea culpa per questa assenza, dato che il sacco di Palermo è un fenomeno senz’altro degno di attenzioni da parte dei geografi, non solo locali. Primeggiano invece, tra i testi che Pedone ha consultato, lavori di storici, urbanisti, sociologi, antropologi, politologi, economisti. Questo “vuoto geo- grafico” andrebbe davvero colmato, riflet- tendo nel frattempo sulle sue motivazioni. Nel complesso, ad ogni modo, ritengo che questo volume fornisca un contributo davvero utile per approfondire la cono- scenza di un periodo ancora troppo poco noto nella storia di Palermo, con stile pia- no e ampiamente godibile anche per i non specialisti. Ciò vale sia per chi intende stu- diare questa città nello specifico, sia per chi invece desidera comprendere le spe- cificità e le similarità tra Palermo e molte altre città di quella che oggi molti studiosi identificano con l’etichetta di Europa me- diterranea. Marco Picone Università di Palermo [Doi: 10.13133/1125-5218.16809] Geografia del turismo contemporaneo. Pratiche, narrazioni e luoghi Dino Gavinelli e Giacomo Zanolin Roma, Carocci editore, 2019, pp. 265 L ’arte del viaggiare, scoperte e pe- regrinazioni o è semplicemente tu- rismo? È quest’ultimo che muove oggi (e gia da qualche decennio in verità) numeri grandi e sempre crescenti. È il tu- rismo una delle attività umane più intense e con prospettive di crescente sviluppo già in atto dalla fine del secolo scorso. È il turi- smo di massa che trasforma paesaggi, ter- ritori, mari e atmosfera come mai prima, ed è tra i fenomeni geografici più intensi ed in grado di trasformare spazi percepiti e vissuti, dagli attori diretti e da quelli in- diretti, con grande energia e vistosi effet- ti. Sono banali osservazioni sul fenomeno turismo, ampiamente e trasversalmente diffuse tra studiosi di tante discipline, os- servatori socioeconomici, commentatori e analisti, che confermano quanta rilevanza abbia assunto l’attività turistica. Nato, di fatto, nel periodo postbellico al secondo conflitto mondiale, con il boom economico, il turismo di massa, va ricorda- to, aveva avuto i suoi prodromi già tra le due guerre, in Italia e Germania, ove era stato già promosso il turismo dopolavori- stico e postscolastico, avviando la diffusio- ne popolare e sociale di questo fenomeno. Fino allora, il “villeggiare”, per non par- lare del viaggio vero e proprio, era essen- zialmente limitato a pochi strati sociali: emblematico esempio, proprio in Italia, di quest’attività del tempo libero per una piccola borghesia in ascesa, lo rappresenta l’attività di organizzazione e promozione turistica svolta già dal 1894 da un ente pri- vato, capostipite nazionale delle imprese del settore, il Touring Club Italiano. Nel 1963 la prima conferenza del tu- rismo organizzata dall’ONU, dà l’avvio all’OMT Organizzazione Mondiale del Turismo, e con quest’atto si sancisce l’im- portanza internazionale ormai assunta dal fenomeno. Questo raggiunge dimensioni di mas- sa nella seconda metà del secolo scorso, in una parte del mondo, quella già del libero mercato o semplicisticamente detta “occi- dente”; ma è con l’affermarsi dell’econo- mia di mercato e poi con la globalizzazione da un lato, e quindi con la partecipazio- ne potenziale di milioni di individui – già esclusi per ragioni politiche e poi di dispo- Semestrale di Studi e Ricerche di Geografia XXXII, Fascicolo 1, gennaio-giugno 2020 174